Il Boschetto diventa Alveare, la spesa a km 0 dagli agricoltori locali

La spesa a Km 0 arriva  al circolo ricreativo culturale il Boschetto grazie all’Alveare, la rete distributiva dei produttori locali

L’Alveare è un’iniziativa nata in Francia, che si sta divulgando in tutta Europa a partire le grande città. A Torino, Milano, Roma  è già da qualche anno una realtà concreta, e adesso si sta affermando anche a Firenze la possibilità di avvicinare gli agricoltori locali ai cittadini. Una comunità che parte dal virtuale per portare la campagna nelle case: è infatti possibile fare la spesa tramite la piattaforma online, come in una sorta di Gas (gruppo di acquisto solidale), e poi andare a ritirarla comodamente in uno dei tanti punti convenzionati (alveari,),  tra  i quali adesso c’è anche lo storico circolo del Boschetto in via di Soffiano 11. La rete ha festeggiato il centesimo punto esattamente un anno fa e a superato i centomila iscritti alla comunità quest’anno.

L’idea di portare l’iniziativa al circolo del Boschetto nasce da Paola Calabrese, da tempo utente della piattaforma, e da oggi responsabile della gestione dell’alveare monticellino: «Il Boschetto è un punto di ritiro, cui poter andare, una volta a settimana in un orario preciso, a prendere la propria spesa fatta da agricoltori locali – spiega Paola –Per fare la spesa basta iscriversi al sito ed entrare così nella comunità. Si potranno riscoprire i sapori del territorio: la filiera corta e il chilometro zero fa bene a tutti, produttori e consumatori. Il Boschetto mi è sempre piaciuto, lo seguo negli eventi ed ho abitato per anni in zona: ho notato che c’era una fascia di lavoratori che spesso non possono ricevere gli acquisti  durante il giorno perché sono a lavoro. Così ho individuato il Boschetto come punto ideale, dove magari la sera, tornando a casa, poter ritirare i propri acquisti. Già è possibile ordinare carni, yogurt e formaggi biologici, frutta e verdura e tanti altri prodotti alimentari artigianali fatti da agricoltori qualità. Vorrei inoltre che questa non fosse percepita come un’iniziativa commerciale, ma innanzitutto sociale e culturale: abbiamo infatti anche intenzione di organizzare eventi a km 0, come ad esempio merende per bambini, il cui ricavato andrà tutto ai produttori»

 

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