Bianca, Storia di una trans #2 – i problemi con il lavoro

La discriminazione sociale delle transessuali porta a stereotipi sul lavoro, in politica e nelle cose di tutti i giorni. 

Torniamo a intervistare Bianca, la trans 22enne dell’Isolotto che ha raccontato la scorsa settimana sulle pagine di IsolottoLegnaia.it la sua storia e la discriminazione che ha dovuto subire ogni giorno. Ma la peggiore delle discriminazioni avviene ogni giorni nelle etichette che si appioppano alle transessuali, che sono considerate trans prima ancora (o peggio invece che) persone. Se sei trans non trovi lavoro perché la gente pensa che tu sia una prostituta. Ma sono anche molti altri i pregiudizi verso la transessualità, a partire dalle idee politiche e dalle piccole cose quotidiane. Non tutti le trans battono. Non tutte le trans sono di sinistra. Non tutte le trans vivono una vita folle e sregolata.Bianca

La tua disforia di genere (ovvero il fatto che a un sesso corrisponda un diverso genere) è dovuta a una personalità borderline cluster b.  Questo vuol dire che la transessualità è una condizione psichiatrica?  Questo, è bene specificarlo per il lettore, non vuol dire che tu sia pazza, ma solo che tu abbia una forte fragilità psicologica.

La Disforia di genere al giorno d’oggi è considerata una malattia semplicemente per far passare l’operazione da pene a vagina (o viceversa) in modo gratuito. Poi c’è la mia disforia di genere che è derivata da una situazione di personalità clauster b, ma non so per quanti sia così.

Certo a una situazione psicologica già fragile si somma la forte discriminazione in un’età tanto delicata come l’adolescenza. Quali sono state le tue maggiori difficoltà in quel periodo?

I compagni di classe. A volte ho ricevuto minacce serie. Ricordo che una volta un ragazzo peruviano con il dito indice mi fece un gesto come dire: ‘’dopo ti taglio la gola’’ e mi mostrò un pugnale. Non un semplice coltello da cucina, un vero e proprio pugnale! Molte volte i compagni di classe non capivano, molti prendevano in giro.

Un diploma da parrucchiera estetista, ma non riesci a trovare un lavoro.  Nessuno vuole assumere una trans/travestita? Perché? Di cosa hanno paura i datori di lavoro?

Ho poco da dire. Non ne conosco il motivo. L’ unica cosa che so è che il mio lavoro lo faccio bene. Il problema non è mio, ma della persona che chi continuamente rifiuta una transessuale a lavoro come dipendente (che poi sono quelli che la notte vanno a cercare transessuali per farselo mettere dietro). Faccio un esempio. Conoscete le macchie di Rorschach? Ecco… Io è come se fossi la macchia. A seconda di quello che la persona vede in me allora si può capire che problematica possa avere questa persona.

Inutile negarlo: nell’immaginario collettivo alle trans è legata la prostituzione. Molte volte è così, ma non sempre. In realtà quasi sempre le trans che decidono di darsi alla prostituzione lo fanno per il problema appena citato, ovvero che nessuno le assume. Come si potrebbe sconfiggere questo problema sociale?

Semplicemente assumendole e trattandole come persone normali, cosa che sono.

A proposito di stereotipi. Abbiamo appena detto che se sei trans sei per forza una prostituta. Così come se sei trans non sei per forza di sinistra. Tu per esempio nutri simpatie per Salvini. Spieghiamo alla gente: essere trans è uno dei tanti aspetti identificativi della personalità, non l’unico.

Essere transessuale è pura poesia per gli uomini. Questo è inutile negarlo, anche se un uomo eterosessuale non lo ammetterebbe quasi mai. Per un uomo o una donna. Tutti sono curiosi. Ma tutti hanno paura di ‘’farsi beccare’’. Ma le trans hanno i cani, fanno la spesa, hanno amici e escono il sabato sera. Tutti siamo persone. Chi brutto chi bello, chi ricco chi povero, chi trans chi uomo.

1 Commento su Bianca, Storia di una trans #2 – i problemi con il lavoro

  1. * Essere transessuale è pura poesia per gli uomini. Questo è inutile negarlo, anche se un uomo eterosessuale non lo ammetterebbe quasi mai. Per un uomo o una donna. Tutti sono curiosi. Ma tutti hanno paura di ‘’farsi beccare’’. *

    Questa è una stronzata grossa quanto una casa. io sono eterosessuale e non vedo nessuna poesia nell’essere trans, né mi sento minimamente interessato sessualmente. La giustificazione del “hanno paura di farsi beccare” non regge, come conferma la stragrande maggioranza delle persone etero: vi sono persone incuriosite positivamente e persone che non ci vedono nulla di eccitante. La storia che tutti gli uomini sono interessati è la favola bella che si raccontano i trans per rendersi meno amara la pillola del vivere in un mondo per loro purtroppo difficile e ostile.

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