Continuano le conversazioni sull’etica

Continuano le conversazioni sull’etica all’Mcl San Bartolo a Cintoia

Domenica 8 aprile si andrà verso un’ecologia della relazione…

Continuano le conversazioni sull’etica della domenica matttina al circolo Mcl di San Bartolo a Cintoia condotte dall’associazione Vivere l’etica.   Domenica 8 aprile 2018 dalle 10 alle 13 nei locali di via di San Bartolo a Cintoia 32D, visto il successo registrato negli altri incontri, si è reso necessario una mattinata di approfondimento di quanto trattato domenica 11 marzo, “Io e l’altro… insieme”. Si terrà così il seminario, condotto da una  professionista delle dinamiche relazionali, Maria Grazia Ceparano, psicologa psicoterapeuta.  L’incontro sarà aperto a tutti, non importa essere esperti del settore: il linguagio utilizzato sarà chiaro, immediato e alla portata di chiunque. Chiunque sarà libero di esprimersi e di domandare, in qualunque momento. Seguiranno momenti di convivalità, come il pranzo della scorsa domenica

Il fine della conversazione sarà quello di muovere i partecipanti verso un’ecologia della relazione: «II nostro modo di “stare” con gli altri nella vita è intimamente connesso con la qualità delle relazioni che hanno costellato la nostra esistenza – spiegano dall’associazione Vivere l’etica – La relazionalità è una categoria ontologica primaria del nostro “essere umani”.
Relazioni buone, adeguate, soddisfacenti possono contribuire a crearne altrettante. Al contrario, quando abbiamo vissuto relazioni disfunzionali o inadeguate possiamo, in modo automatico, riprodurre altrettanto, generando un ulteriore senso di mal-essere in noi e negli altri e, soprattutto, negli affetti significativi nelle nostre vite».

«Ognuno ha bisogno di sentirsi in relazione, non possiamo prescindere da questa esigenza, ignorandola – continuano – L’essere con gli altri può nutrirci ma, per via anche della nostra fragilità, ci può esporre a possibili sofferenze. Allora, prendersi “cura” delle relazioni, averne “cura”, diventa necessario, per sanare delle ferite, per contribuire a creare quelle comodità dello stare bene che possano risvegliare la fioritura delle persone coinvolte in essa. Ma come fare perché una relazione possa essere sufficientemente buona?»

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