Francesco Pastorelli (Pd): «La mia passione per la politica è nata tra Legnaia e Ponte a Greve»

Francesco Pastorelli, segretario segretario del circolo Pd di San Quirico-Legnaia-Ponte a Greve e candidato alle Amministrative, racconta come i nostri rioni abbiano maturato la sua coscienza politica

Il nodo di Ponte a Greve, le iniziative folcloristiche per rianimare il quartiere, la necessità di supportare le associazioni: battaglie già iniziate e che vuole portare avanti

Francesco Pastorelli,  39 anni di cui quattro con la fede nuziale al dito,  è candidato in quota Pd alle prossime Amministrative. Giurista, appassionato al suo lavoro come strumento per la ricerca della giustizia e del benessere della collettività, nonostante la giovane età ha un curriculum di tutto rispetto: Dottore di Ricerca in Diritto comparato, docente presso la Scuola superiore delle Professioni legali dell’Università di Firenze, membro del Consiglio direttivo del Mandela Forum.

Un incarico quest’ultimo che lo ha portato ad avere rapporti con la Pubblica Amministrazione e a scoprire un modo nuovo ma altrettanto appagante di impegnarsi per la collettività: «Un’esperienza straordinaria che, attraverso i rapporti con la Nelson Mandela Foundation, ci ha permesso di realizzare, d’intesa con l’amministrazione, dei progetti di cui andare fieri. In particolare penso alla riproduzione in vetro della Cella di Mandela posta sotto la pensilina di ingresso al forum, al grande murale realizzato da Jorit su un edificio di Casa SpA in piazza Leopoldo o alla toccante mostra Mediterraneum con le foto realizzate da Sestini nelle missioni di recupero dei migranti nel nostro mare. Sono modi concreti per cercare di tenere viva la coscienza sociale ed una luce accesa sul tema dei diritti umani che non dobbiamo mai dare per scontati».

Europeista convinto, è ancor più convintamente fiorentino e legnaiolo, perché locale e globale non sono identità agli antipodi, ma facce di una stessa medaglia: «Ho avuto la fortuna di partecipare al progetto Erasmus vivendo un anno accademico in Spagna oltre a trascorrere altri soggiorni di studio all’estero – racconta il giurista – Mi sento quindi un figlio dell’Europa nella quale ho tuttora degli amici che hanno condiviso con me queste esperienze, ma, accanto a questo, sono orgogliosamente italiano, toscano e fiorentino».

Ed è proprio a Legnaia che è nata  la passione per la politica, in quella comunità che subito lo ha accettato e per cui ha sentito la necessità di impegnarsi: «Ho iniziato a fare politica attiva quando sono andato a vivere per conto mio nel borgo di Legnaia – ha confidato Pastorelli – L’idea che mi ha spinto a farlo è stata quella di provare a passare dal solo lamentarsi tra amici delle cose che non vanno, a provare a vedere cosa potessi fare io per la mia comunità. In questo percorso sono stato eletto segretario del circolo Pd di San Quirico-Legnaia-Ponte a Greve e riconfermato per il secondo mandato. È una comunità che ha saputo crescere con una identità forte e con un patto generazionale tra iscritti più “esperti” e giovani volenterosi alcuni dei quali impegnati nella corsa per il quartiere».

Qui si è adoprato per rivitalizzare il territorio e non farlo scivolare a periferia dormitorio,  impegnandosi in iniziative per mantenere l’identità rionale: «Il nostro circolo ha saputo lavorare in sinergia con un territorio certamente predisposto e con un’amministrazione attenta e così ha contribuito a rianimare la Festa del Ponte e quella di San Quirico, occasioni importanti di socialità che tengono vivo un quartiere, e ha fatto la sua parte per veder riqualificato quello che è diventato il giardino di Alice».

Ma dal circolo sono partite anche le sue prime battaglie per il traffico, argomento dolente a Ponte a Greve: «Il circolo a collaborato alla realizzazione della nuova rotonda di via Bugiardini che ha reso sicuramente più sicuro il transito e più ordinato un pezzetto del territorio. Altro tema sul quale ci siamo impegnati da tempo e quello della viabilità del cosiddetto “nodo di Ponte a Greve” ovvero, semplificando, il problema del traffico nel collegamento tra il Ponte all’Indiano e lo scorrimento veicolare tra Firenze e Scandicci in via Baccio da Montelupo e via Pisana».

Un  bagaglio di esperienze e una serie di impegne che Francesco promette di proseguire anche in Palazzo  Vecchio: «Alla luce dell’esperienza di questi anni, come consigliere vorrei portare avanti questo tema perché un progetto credibile c’è e deve essere portato a compimento per dare sollievo ai residenti e migliorare la situazione di chi entra ed esce dalla città per lavoro o svago».

Così come promette di impegnarsi a portare quella sensibilità nei confronti della rete associazionistica del territorio, maturata in questi anni di volontariato; un patrimonio di tutti, quello dell’associazionismo, minato da mille difficoltà: «Tenterò di aiutare comitati e associazioni che si impegnano per la vita dei nostri quartieri. Purtroppo la normativa nazionale, specie dalla circolare Gabrielli in poi, ha reso sempre più complicato organizzare sagre o cene rionali in strada. Il Comune non può ovviamente contraddire la normativa statale ma deve cercare, per quanto possibile, di aiutare chi si impegna in questo senso valorizzando lo sportello unico per snellire e semplificare la burocrazia necessaria».

 

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