Genitori dei ragazzi disabili: «Dateci delle risposte sul Centro equestre fiorentino»

Cinque mesi di stop, dalle Istituzioni promessse e rinvii, poi la stasi.

I ragazzi disabili del Centro equestre fiorentino sempre più a rischio

Mamma Loredana: «grazie a questa struttura mio figlio inespressivo ha imparato a sorridere»

«Nell’ultima riunione che avevamo fatto assessore Del Re si era impegnata a parlare con la Regione per trovare una soluzione – è l’appello disperato di Loredana Itelli, presidente dell’associazione nata al Centro equestre fiorentino dai genitori dei disabili  dopo lo sfratto – Ci aveva detto che ci teneva che rimanesse il centro, ma che il 31 dicembre si saremmo dovuti andare via Ci era stato chiesto di smontare tutto, che poi nell’eventualità si sarebbe rimontato. Io ho detto: “noi non si smonta niente. Questi ragazzi sono stati cinque mesi fermi”. Un conto è parlarne, un conto è avere questi ragazzi in casa e vedere le reazioni quando si arriva al giorno di ippoterapia e non ci possono tornare. Anche se non parlano, cominciano a essere più agitati».

«Sandro, uno dei ragazzi, diceva “Cavallo, cavallo, cavallo” e sua mamma doveva accampare scuse. A un altro bambino autistico abbiamo detto che i cavalli avevano la febbre. Dopo due o tre volte ha protestato che voleva venire a trovare i cavalli con la febbre. Per loro è una cosa vitale venire a fare ippoterapia. Mio figlio era inespressivo quando ha cominciato. Adesso sorride, si emoziona».

«Ci sono persone che vengono qui da vent’anni. Ci sono persone che freqeuntano da sempre, adesso hanno quasi 50 anni e via via negli anni sono entrati bambini e ragazzi nuovi. In questi cinque mesi che è stato chiuso, lo hanno distrutto, ci siamo dovuti mettere le mani in tasca noi genitori che ci siamo riuniti in questa associazione. Per renderlo decente e in sicurezza, abbiamo speso 8mila euro. Va pagata l’acqua, la corrente, vanno risistemati i campi con la sabbia, le recinzioni le spaccano e vanno rifatte. Non dico che il Comune debba darci dei soldi, ma perlomeno darci la possibilità di stare».

E pensare che tra i disabili che frequentano il centro ci sono eccellenze dello sport, campioni assoluti. Disabili che hanno vinto non solo in competizioni per atleti con handicap, ma anche in gare con i normodotati.  «Adesso questi atleti sono andati via, per forza, non ci sono più  i cavalli, non ci sono più  strutture adeguate. Dei dodici box per cavalli presenti, ne sono rimasti solo quattro, i più vecchi. Gli altri sono stati obbligati ad abbatterli. Quei cavalli erano vitali per i nostri ragazzi»

«Abbiamo combattuto dal 5 di gennaio al 25 febbraio per avere una mozione approvata da 27 consiglieri perché ci dessero un altro anno e poi vedevano di risolvere il problema… ed è morto tutto lì, non si è saputo più niente (leggi  qui la lettera che i genitori hanno inviato a maggio alla nostra redazione, ndr). Ecco perché abbiamo deciso di ricominciare indipendentemente da quello che il Comune ci poteva dire, perché i ragazzi non ne potevano più».

«Mandateci qualcuno della Regione, dell’Ufficio Tecnico, a vedere quello che non ci deve stare, che non è in regola – conclude la presidente, affranta – Non riusciamo a capire. Spiegatecelo, dateci delle dritte su quello che si può fare. Prima c’era una Giunta comunale, ora è formalmente cambiata, ma la storia mi sembra che sia sempre la stessa».

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