Isolotto Vecchio nuova piazza dello spaccio

Un mercato della droga a cielo aperto al mattino tra viale dei Bambini e piazza dell’Isolotto

Gli spacciatori approfittano delle stradine interne per agire indisturbati

Una rete di spaccio ben organizzata, quella che lamentano gli abitanti dell’Isolotto Vecchio. Un mercato della droga che avviene alla luce del sole, sotto gli occhi tutti, senza paura. Perché i pusher agiscono approfittando del dedalo di stradine e vicoletti interni. Così quella struttura da città giardino, vanto negli anni ’50 del quartiere popolare, che riportava la periferia a una vita di paese, si è trasformata in un labirinto dove è facile nascondersi, fuggire, organizzare il controllo del territorio da parte di bande criminali. La città giardino trasformata in uno slum da megalopoli africana? No. Questo no, l’Isolotto Vecchio non è diventato una favela, perché qui il benessere è tangibile, la vita di rione permea la comunità, ma lo spaccio e la delinquenza sono aiutati dall’affascinante, ma caotica, urbanistica. E così il quartiere simbolo dell’integrazione sociale, della vita in comunità, ricade nell’incubo della droga.

I pusher si muovono in bicicletta, agiscono in squadra e ci sono anche le sentinelle

«Passano con la bicicletta e consegnano nelle stradine qui intorno: via delle Camelie, via delle Ortensie, via dei Melograni, quelle più isolate insomma – ha affermato un gruppetto di anziani intervistati dieci giorni fa da IsolottoLegnaia.it – Danno i soldi a uno, poi passa un altro con la bicicletta e gli dà la pallina della droga, la getta e il drogato la prende. La mattina verso le 9,30 – 10, mica la notte, eh. Ci sono anche quelli che fanno da sentinella. Si  vanno a chiamare con la bicicletta, o a piedi, sono in piazza  dell’Isolotto e agli angoli, soprattutto girano lungo il viale dei Bambini. come arrivano i vigili scappano tutti. Sono tutti africani. Li hanno spostati dalle Cascine e sono venuti qui. Gli è bastato fare la passerella, non hanno dovuto fare tanta strada».

«Finché uno è adulto e si vuole drogare, rovinarsi la vita, lo faccia – ha sbottato uno di loro – Ma qui lo fanno la mattina, davanti ai bambini che vanno a scuola, nel viale proprio dedicato ai bambini. Che mondo vedono questi bambini oggi? Qualche giorno fa uno si stava facendo in una Punto, proprio davanti alla chiesa del’Isolotto, alle 9:30 di mattina».

Furti nelle auto anche per pochi spiccioli

«Non solo, nelle stradine interne è un continuo rompere i vetri delle macchine per rubare pochi spiccioli o anche nullla – agggiungono – Sono sempre i soliti drogati, che per una dosa raccimolano tutto quello che trovano, a qualsiasi costo. Rompono un vetro da 500 euro anche per una monetina da 5 centesimi. Sono belve, quando hanno il bisogno della droga non ragionano più».

«Si è segnalato ai vigili ma non è mai successo nulla – hanno concluso –Non intervengono»

Sporco e cassonetti pieni all’Isolotto Vecchio

E poi c’è la questione della spazzatura, che aumenta il senso di degrado: «Sudicio in terra e cassonetti sempre pieni – lamenta la signora Maria – L’ambiente che c’è non aiuta di certo a mantenere il luogo. I sacchetti della spazzatura li buttano dentro i cancelli delle case.  Se gira la droga, è una conseguenza di tutto questo: sudicio porta sudicio».piazza dell'isolotto

Non solo droga, ma anche venditori e parcheggiatori abusivi

«Tutto è cominciato anni fa con i venditori abusivi di origne africana, che agivano indisturbati –  ha aggiunto un’altra donna – Poi quella di essere venditori è diventata solo una copertura per fare da parcheggiatori abusivi: vai a parcheggiare in piazza e ti chiedono un euro, o di comprare qualcosa. Ti hanno visto parcheggiare, sanno qual’è la tua macchina. Anzi, sono loro a indicarti dove parcheggiare spesso. E tu cosa fai? Non gli dai l’euro? Sanno che glielo darai, perché hai paura di ritrovarti uno sfregio alla macchina se non lo fai. Ora si sono aggiunti pure gli spacciatori. È chiaro che è un alzare sempre più la posta, per vedere fin dove possono arrivare. Qualcuno dice che lo fanno per bisogno. Ma non ci rpendiamo in giro: sappiamo bene che dietro c’è il racket e lo sfruttamento, che gestisce tutti questi fenomeni, sono troppo organizzati».

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