La Chiesa di Santa Maria a Mantignano, un tesoro a Firenze fuori dalle rotte turistiche

In pochi sanno La Chiesa di Santa Maria a Mantignano ha una storia millenaria e pur essendo dalle rotte turistiche, custodisce pregevoli opere d’arte sacra

La Badia di Santa Maria a Mantignano risale al X Secolo insieme all’annesso monastero-fortezza. Purtroppo però molta parte della struttura originaria romanica dell’anno Mille  è andata persa nei restauri e le modifiche succedutesi nel corso dei secoli. «La facciata a forma di capanna presenta numerosi rimaneggiamenti – spiega la Storica dell’Arte Beatrice Rossi –: dell’antico muro romanico rimangono solo rade tracce costituite da pietra arenaria grigia».

Uno degli stravolgimenti più importanti alla struttura originaria avvenne alla fine del XII Secolo, quando il monastero fu quasi totalmente ricostruito e ampliato a quadrilatero intorno alla badia, così da formare l’attuale chiostro. Alla fine del XV Secolo poi tutto l’edificio fu ulteriormente fortificato per i pericoli dovuti alla Guerra dei Cadolingi, Signori della zona, contro il Duca di Milano.Chiesa di Santa Maria a mantignano

«La chiesa, situata all’interno dell’ex-monastero, consiste in un’unica aula a croce commissa, cioè senza il braccio superiore, coperta con capriate a vista e conclusa in un transetto con abside semicircolare databile alla fine del XII secolo – spiega la Storica dell’Arte  –. Non  visibile dall’esterno, la facciata a forma di capanna presenta numerosi rimaneggiamenti: dell’antico muro romanico rimangono solo rade tracce costituite da pietra arenaria grigia mentre la maggior parte del paramento è stata invece realizzata con bugne di pietra calcarea».

«Gli altari, uno a destra e l’altro a sinistra, sono affrescati con maestra da un artista appartenente alla bottega di  Ridolfo del Ghirlandaio, come lascia intuire la rappresentazione ancora quattrocentesca della Madonna e dei santi che adornano i due altari –continua Beatrice Rossi –. Sopra l’altare maggiore si trova invece un bel crocifisso ligneo di autore incerto, databile alla prima metà del Cinquecento».

«Nel Novecento – afferma Rossi – la chiesa è stata oggetto di numerosi interventi di ripristino eseguiti da Piero Sampaolesi, uno dei grandi protagonisti della cultura del restauro della seconda metà del Novecento, tra i primi a sperimentare metodi per il consolidamento dei materiali lapidei in architettura. Nel 1961 la chiesa di Mantignano si arricchisce di del fonte battesimale disegnato appositamente da Guido Morozzi. La chiesa dunque, facilmente visitabile, è rimasta un valido esempio di architettura sacra medievale delle campagne fiorentine».

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