La Rosa e il Violino insieme agli istituti Cellini e Buontalenti

La Rosa e il Violino impegnata nel gemellaggio con Kyoto con LAILAC e gli istituti Cellini e Buontalenti

Il gruppo ha tenuto anche un evento di solidarietà per il Movimento di Cooperazione Educativa

L’associazione culturale “La Rosa e il Violino” continua a far sentire la sua presenza a sostegno di realtà meno conosciute, come aver partecipato alla cena di solidarietà per l’MCE nazionale – Movimento di Cooperazione Educativa, organizzata dal Gruppo MCE di Firenze, per la raccolta di fondi a sostegno della sede di Roma. La cena si è tenuta venerdì 18 maggio presso il circolo ARCI “Pampaloni” di via Maccari. Per saperne di più www.mce-fimem.it.

Il gruppo musicale isolottino ha intrattenuto i numerosi partecipanti alla serata con alcuni brani rappresentativi del proprio repertorio.

L’associazione “La Rosa e il Violino” è stata inoltre invitata a prendere parte all’evento culturale che si terrà il 29 maggio nel Cortile del Plesso “Cellini Tornabuoni” di Via Masaccio, e nel corso dello spettacolo verranno eseguiti alcuni brani tratti da Tre giorni di luna. Turandot, l’opera musicale di Elisa Belli che è stata già rappresentata con successo a Villa Vogel nell’estate del 2015 e 2016.

Il progetto Teatrale-Culturale “I Giardini di Kyoto”, a cura dalla prof.ssa Anna Tabacco, è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale giapponese LAILAC di via Starnina. Partecipano all’evento anche studenti dell’Istituto Alberghiero “Bernardo Buontalenti” e dell’Istituto Professionale Agrario, perciò il nostro quartiere è ben rappresentato in questa occasione speciale.

L’evento è un omaggio al gemellaggio tra le due città di Firenze e Kyoto, patto fortemente voluto da Giorgio La Pira nel 1965 che è sempre più solido e forte tra le due cittadinanze. Come ha ricordato il Sindaco Dario Nardella in occasione del 50esimo anniversario del gemellaggio “L’amicizia e il rapporto tra due grandi città conosciute e stimate in tutto il mondo possono crescere sul piano economico e culturale e di questo siamo orgogliosi e contenti”.

 

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