Il motorino era rubato, ma il padre giura: «Non è stato Gabriele, ecco chi è stato»

Lo scooter risulta rubato e di una cilindrata superiore a quella che poteva guidare. Il padre di Gabriele Vadalà: «Mio figlio non è un ladro, il motorino lo aveva rubato un altro ragazzo della compagnia»

Stanotte la veglia funebre

«Vi prego, non infangate il nome di mio figlio – dice tra le lacrime Tony Vadalà, padre di Gabriele, il ragazzo di 16 anni morto sabato in un incidente in motorino in via Torcicoda – Gabriele non è un ladro, è un ragazzo d’oro, sempre buono con tutti»

Il motociclo su cui ha fatto il tragico schianto Gabriele Vadalà infatti risulta sì rubato a Scandicci, ma non sarebbe Gabriele l’autore del furto. Si tratta di un Honda Sh 300, motorino di cilindrata ben superiore a quella che avrebbe potuto guidare Gabriele con il solo patentino per i cinquantini. Forse questa potenza esagerata ha contribuito a far perdere il controllo del mezzo al giovanissimo, che stava provando il mezzo che sarebbe stato un amico della compagnia a portare nel gruppo, come spiega il padre.

«Lo hanno dichiarato morto a Torregalli alle 2,30, anche se probabilmente era già morto sul colpo, ma hanno provato a lungo a rianimarlo – racconta il padre in un pianto straziante – Quando sono uscito dal pronto soccorso,  si sapeva già chi era stato. Lo ha rubato un ragazzo già noto alle forze dell’ordine che aveva già rubato diversi motorini in passato.  Un ragazzino di 14 anni che sembra buono, tranquillo, ma che poi è dedito a questi furti. Una persona che avevo detto tante volte a mio figlio di non frequentare, che non era una buona amicizia. Questo motorino era nella compagnia e lo sapevano tutti. Gabriele ha fatto la bischerata di provarlo. Ai vigili ho fatto nome e cognome di questa persona. Lo sa tutto l’Isolotto chi è questo soggetto. Non è stato mio figlio. Tutti i ragazzi della compagnia sono pronti a testimoniare».

«Io come padre sono nato in questo Isolotto e so come funzionano le compagnie – spiega Tony – Gabriele ha fatto una cazzata.  Le cazzate le abbiamo fatto tutti qui all’Isolotto in adolescenza. La stampa, con quell’articolo uscito oggi, me lo ha infangato. Come fa una cosa del genere sfuggire alle autorità e andare tanto distorta sui media?»

«Sono una persona buona, sempre pronto ad aiutare gli altri e il mio bambino aveva questi stessi valori.  Quelli che ho cercato di trasmettergli. Sono un odontotecnico e Gabriele avrebbe voluto seguire le mie orme, stava studiando per questo e gli stavo insegnando la professione. La mia famiglia ha aiutato sempre i più poveri, spesso abbiamo fatto protesi gratis a chi non se le poteva permettere. Lui era così: sempre pronto a stare al fianco dei più deboli. Gabriele non ruba niente, al contrario è sempre disposto a dare una mano a tutti. Proprio per questo suo tratto del carattere, in sua memoria, vorremmo costituire con chi vorrà, qui all’Isolotto, un’associazione per togliere i bambini dalla strada. Era un bambino vivace e isolottino nell’anima, ma per fare tutto questo macello vuol dire che qualcosa di bello aveva. Che i ragazzi lo amavano proprio perché era così disponibile con gli altri. Ha fatto la più grande cazzata della sua vita e la sta pagando tutta, nel peggiore dei modi. ma dentro di me sono convinto che era troppo buono per stare sulla terra, per questo gli angeli lo hanno voluto con sé».

«Quella sera era la prima volta che lo lasciavamo solo. Avevo una cena, volevo portarlo con me, era con la fidanzatina, mi aveva detto: “babbo, mi annoio”, perciò l’ho lasciato uscire con gli amici. Mia moglie mi si era anche raccomandata. “Stai attento ciccio”, gli avevo detto. E lui: “Tranquillo babbo”. Alle 21,30 l’ho chiamato e gli ho detto “Mi manchi ciccio” e lui: “Mi manchi anche te babbo”. È stata l’ultima volta che l’ho sentito».

«Adesso non so come reagire, come farmene una ragione: sono a letto da due giorni, pieno di farmaci. La sorella e il fratello sono affranti, inconsolabili. Mia moglie continua a portargli la merenda ogni giorno, là dove è successo l’incidente.

Mentre stiamo svolgendo l’intervista, una telefonata: «Stasera mi ridanno il bambino – dice Tony un po’ sollevato – Gli facciamo la veglia tutta la notte»

I funerali saranno giovedì alle 10 alla chiesa dell’Isolotto, alla presenza dei Rossi  e di rappresentanti del calcio storico fiorentino, la grande passione di Gabriele.

 

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