Parco di Villa Strozzi al Boschetto

Parco di Villa Strozzi al Boschetto

Chi di noi non è mai stato a farsi una passeggiatina per il magnifico parco di Villa Strozzi al Boschetto? Complice un tiepido sole e la bella giornata anche noi di IsolottoLegnaia.it abbiamo fatto quattro passi in uno dei parchi più amati della nostra zona.

Le prime notizie riguardanti Villa strozzi al Boschetto risalgono alla metà del 1554, allorchè Giovan Battista strozzi acquistò il cosiddetto Palagio dello Scarlatto, una palazzina di proprietà degli Scarlatti, primo nucleo di quella che negli anni a venire sarà la Villa del Boschetto.

Parco di Villa Strozzi al Boschetto

Uno dei percorsi naturalistici presenti all’interno del parco.

La villa e gli edifici annessi erano immersi in un grande parco dall’aspetto piuttosto incolto, assai diverso dai giardini all’italiana, con basse siepi disposte secondo disegni geometrici, di moda all’epoca, fu il figlio di Giova Battista, Filippo a renderlo uno spettacolare parco manierista mantenendo l’aspetto di bosco ed anzi accentuandolo con i dislivelli, dirupi e voragini, viottoli, ponti sospesi, grotte e statue che ancora oggi possiamo ammirare nella parte più antica del parco.

La vegetazione del parco è ricca e variegata, quella nella zona nord, la più antica, è caratterizzata da un bosco di lecci, olmi, cipressi e siepi di alloro, pungitopi e rovi testimonianza di quella che doveva essere la sua vegetazione originaria.

Parco di Villa Strozzi al Boschetto

I viali costruiti da Poggi a partire dal 1855.

Nel 1855 Ferdinando Strozzi decise di affidare all’Architetto Giuseppe Poggi un’ulteriore ristrutturazione della villa e del parco. Il Poggi, che qualche anno dopo otterrà l’incarico di studiare il nuovo assetto urbanistico di Firenze, trasformò in parco i campi posti a sud della Villa, creando un parco soleggiato adatto alle passeggiate invernali, così amate dalla borghesia dell’Ottocento, con un accesso monumentale su via di Soffiano ed ampi viali ombreggiati da tigli, platani ed ippocastani che ancora oggi possiamo ammirare.

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