Poderaccio, presidio a Palazzo Vecchio per chiedere legalità

Un presidio per chiedere legalità e sicurezza ieri davanti a Palazzo Vecchio

 Al centro della protesta, la questione del campo rom del Poderaccio

Si è tenuto ieri pomeriggio, durante lo svolgimento del Consiglio comunale, un presidio davanti a Palazzo Vecchio per chiedere sicurezza  e legalità , soprattutto in merito alla situazione del campo nomadi del Poderaccio. L’iniziativa era nata da un gruppo di famiglie allarmate dall’escalation di violenza e fatti di cronaca preoccupanti nel quartiere dell’IsolottoArgingrosso; in particolare chiedevano più controllo sull’attuale attuale stato del campo rom,  spesso al centro delle cronache per episodi spiacevoli, culminati con l’atto omicida nei confronti del giovane Duccio Dini della scorsa settimana durante un folle inseguimento ad alta velocità in via Canova. Le auto dei rom pare non fossero neppure assicurate.

Così, dopo il gigantesco corteo che ha letteralmente paralizzato i rioni di Cintoia, Isolotto e Argingrosso all’indomani dell’assassinio, ma anche che del Consiglio di Quartiere aperto che ha visto forti momenti di tensione, un gruppo di famiglie ha deciso di andare a manifestare il proprio pensiero davanti al Comune. La famiglia Dini tuttavia si è dissociata da questa come da qualsiasi altra manifestazione.

«Sono qui per mio figlio – ha denunciato Eleonora, una delle mamme presenti – Vorrei avere come donna la sicurezza di uscire tranquillamente; ma soprattutto vorrei che  anche mio figlio un domani possa avere questa tranquillità».presidio legalità sicurezza smantellamento poderaccio palazzo vecchio (1)

«Ci vuole rispetto per le persone – ha protestato Angela, abitante dell’Isolotto – Si aiutano tutti, ma è necessario che tutti abbiano oltre che gli stessi diritti, gli stessi doveri, per vivere nella legalità. I nostri meridionali una volta arrivavano qui sapendo già dove avrebbero lavorato, non arrivavano a caso. Manca la volontà di integrarsi. Da insegnante, posso affermare che solamente uno su mille si è integrato davvero».presidio legalità sicurezza smantellamento poderaccio palazzo vecchio (5)

«Sono qui oggi per la sicurezza della mia famiglia», è intervenuta lapidariamente Paola, un’altra mamma.

Presenti al presidio anche due esponenti politici che sono venuti a portare il loro consenso e solidarietà ai manifestanti: Paolo Manneschi, probabile candidato al consiglio per il 2019 per la Lega, e Giovanni Gandolfo, di Fratelli d’Italia.presidio legalità sicurezza smantellamento poderaccio palazzo vecchio (4)

«La Lega vuol dire basta a questa Amministrazione – ha commentato Manneschi – Basta prendere in giro, con un finto spostamento del Poderaccio, tra diciotto mesi. Vogliamo che le famiglie possano vivere sicure. Fino a quando il Poderaccio esisterà, non ci sarà sicurezza per i cittadini. Così come l’illegalità, i continui furti rendono la nostra città merce per i delinquenti. Chi vive a Firenze deve essere tutelato insieme ai nostri figli. Molte attività stanno chiudendo per colpa del degrado. Come in piazza dei Ciompi, abbandonata e consegnata agli extracomunitari. Vogliamo che i negozi possano vendere la loro merce senza essere minacciati dagli illegali. Vogliamo riportare quell’ordine che gli Italiani in primo luogo vogliono per la nostra città. È importante che nel 2019 le famiglie vadano a votare e scelgano il centrodestra per migliorare la vita di tutti noi, per far sì che tutti coloro che vivono nell’illegalità siano allontanati».presidio legalità sicurezza smantellamento poderaccio palazzo vecchio (3)

«Massimo rispetto per la famiglia di Duccio – ha detto Gandolfo – È morto un ragazzo e nessuno vuole strumentalizzare questo evento. Qui ci sono cittadini che vogliono una risposta al degrado dell’Isolotto. Oggi Nardella ha fatto delle dichiarazioni sullo smantellamento del Poderaccio; noi, come Fratelli d’Italia, lo chiediamo da sempre e continueremo a chiederlo con Francesco Torselli. Chiederemo tempi certi per la bonifica del campo nomadi. Un campo dove ci sono situazioni non controllate, come la presenza di macchine senza assicurazione».

 

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