Rapina a mano armata in negozio di via del Pollaiolo

Minacciati con un grosso coltello e rapinata la titolare del negozio Sei di cuori in via del Pollaiolo, un cliente e un operaio che si era dato all’inseguimento del malvivente

La negoziante: «Sta diventando una zona sempre peggiore. Non si può venire a lavorare con il terrore di essere rapinati: ti demoralizzi»

Ieri lunedì 14 maggio 2018, intorno alle 17:30,  un uomo con il volto celato da un passamontagna ha rapinato il negozio di abbigliamento Sei di cuori di via Antonio del Pollaiolo, minacciando la titolare con un grosso coltello. Dopo aver svaligiato l’intero incasso, il malvivente se l’è data a gambe. La negoziante ha invocato aiuto, attirando l’attenzione di alcuni operai che si sono resi conto dell’accaduto e si sono messi all’inseguimento. Uno degli operai era riuscito a raggiungere il criminale, ma è stato minacciato anch’egli. Trovandosi il coltello puntato, non ha avuto altra scelta che lasciar dileguare il rapinatore.

«La cosa sconvolgente è che è successo a metà pomeriggio, con la strada piena di gente così – ha raccontato Debora, la titolare, aancora molto scossa – C’era anche un cliente dentro al negozio. È entrato un uomo, molto probabilmente nordafricano, con il volto coperto da un passamontagna bucherellato e ha sguainato un coltello di 40 centimetri. Mi ha detto di aprire la cassa e di dargli tutti i soldi; se avessimo urlato, ha aggiunto, ci avrebbe tagliato la gola e avrebbe dato fuoco al negozio l’indomani».

«Quando è uscito ho iniziato a urlare  con tutta la voce che avevo e l’ho rincorso, anche se non avevo intenzione di prenderlo, volevo però altra gente che mi aiutasse a rincorrerlo – ha continuato la commerciante – Dei ragazzi che facevano dei lavori qua vicino l’hanno inseguito; uno di loro, che correva più veloce degli altri, è riuscito a fermarlo, però il rapinatore gli ha puntato il coltelloe gli ha detto “Levati, se no ti ammazzo!”. Quindi, giustamente l’operaio ha avuto paura e ha desistito. Poi il malvivente ha continuato a scappare a piedi e si è dileguato nel sottopassaggio della Federiga».

Oltre all’incasso perso, è lo shock che la piccola imprenditrice si porterà per sempre addosso. Un senso di paura e di impotenza, una ferita aperta che sarà incredibilmente difficile a rimarginarsi. Nonostante tutto è stato tanto il coraggio che la giovane donna ha mostrato nel tenere testa al delinquente: «In quel momento si prova tanta paura – ha spiegato, ancora visibilmente traumatizzata – ma d’istinto non volevo dargli l’incasso, temporeggiavo, sperando che andasse via.  Gli dicevo “non ho fatto nulla oggi, non ti posso dare soldi”. Tuttavia mi ha fatto aprire la cassa lo stesso. La cosa che mi spaventa è che, come mi hanno spiegato i carabinieri, probabilmente ero osservata da tempo; io però non avevo notato assolutamente niente».

Sono vari gli episodi di cronaca che mostrano un’escalation di violenza e criminalità insolite per questa zona:  il giorno precedente, sempre in via del Pollaiolo, dopo un furto, si era tenuto un inseguimento da film poliziesco, che ha per fortuna portato le forze dell’ordine ad avero la meglio sui ladri. ma la percezione di insicurezza e peggioramento della zona che molti tra residenti e commercianti lamentano da tempo: «Ci vorrebbero telecamere e vigili di quartiere – ha concluso Debora, preoccupata sia come commerciante che come donna – Sta diventando una zona sempre peggiore. La tranvia ha portato degrado e criminalità che prima non c’erano. C’è spaccio, si vedono alla fermata. Anche se li arrestano, persistono. Ma non si può venire a lavorare con il terrore di essere rapinati: ti demoralizzi; se sei un commerciante a sai che  rischi che ti portano via i soldi per cui ti sacrifichi dalla mattina fino alla sera, cosa vai a lavorare a fare?».

 

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