‘Riguardo A.’, La bambina di Sant’Orsola

Riguardo A.

La Recensione di Riguardo A. a cura di Nicola Biagi, uno spettacolo tratto da una storia vera ambientata al Convento di Sant’Orsola

Pubblichiamo questa recensione di Riguardo A. di Nicola Biagi. Nicola Biagi è recensore di cultura e spettacolo, ma anche un legnaiolo doc che da oggi collaborerà con noi di Isolottolegnaia.it. Riguardo A. è uno spettacolo di e con Maria Caterina Frani, per la  drammaturgia originale di Stefania Zampiga, il disegno luci di Enzo Fascetto Sivillo set e i costumi di Qualcosa da dire, la regia Maria Caterina Frani, in collaborazione con l’associazione Via San Gallo e Qualcosa da dire progetto di arte partecipata per una cittadinanza attiva.

La vita è un teatro e come tale da sempre ci offre il suo palco. A noi tocca il compito di scrivere il copione, fatto di storie che spesso nascono per caso. Firenze culla del rinascimento madre per tutti i suoi figli, con braccia larghe e affetto materno teneva in quel convento i suoi figli più cari. Gente bisognosa che non aveva nulla, di ogni etnia, ex galeotti, rifugiati, esuli, evasi, zingari e chi ancora fuggiva da una guerra finita per molti ma non per tutti. Poi c’era chi semplicemente non aveva una casa e li viveva in attesa di poterla comprare.

Un teatro antico quello di Sant’ Orsola, nato dentro un convento, nel centro della città, senza luci della ribalta, ma con tanti attori sparsi come carte su un tavolo, troppo mischiate per riordinarle nel mazzo borghese della quotidianità di quel tempo. Eppure la vita li seminava e generava i suoi frutti, faceva sbocciare i suoi fiori, tutti ignari di far parte del più bello spettacolo di sempre, la vita appunto. Passano gli anni e quel teatro diventa scena, una scena semplice fatta con poche sedie e qualche tappeto. Riguardo A.

Tanti però sono i volti attenti ad ascoltare la storia, spesso nascosta per troppa vergogna e mai raccontata. La storia è quella di Anna, piccola bambina, arrivata a Firenze dalla campagna e proiettata in una nuova dimensione che non le appartiene. Una dimensione che però subito l’ abbraccia come una madre affettuosa e la rende parte di se. Un luogo Sant’Orsola nato come convento e divenuto centro accoglienza, coi suoi guai e i suoi problemi che però nonostante tutto regala caramelle e colori alla piccola Anna e quel sorriso nascosto di Gioconda che per mano l’ accompagnerà, come un benevolo custode, anche quando poi fuori di lì si ritroverà nella Jungla della vita. Una storia moderna che accadde tanti anni fa e mai se ne parlò, se non che un giorno Anna incontrò Caterina per caso e insieme ridiedero vita alla memoria assopita di quel luogo tanto nascosto tenuto sempre in disparte. Riguardo A è un monologo che attraversa Firenze e la sua storia, uno spettacolo semplice che torna a dar vita ad un luogo dominato dal silenzio, dove una volta era meglio tacere invece di parlarne.

Risuona attraverso le luci soffuse in mezzo ai cortili dell’ ex convento la voce della brava Caterina Frani passando attraverso le mura, svegliando i ricordi di una bambina che con occhi attenti osservava la vita nelle grigie giornate di povertà colorate da una spensieratezza infantile contornata dalle note di una fisarmonica, a comporre una musica invisibile. Un viaggio nella vita di una persona che dura vent’anni riassunti in un’ ora di spettacolo, e che porta con se tanti ricordi, dove il pubblico viene preso per mano e l’ attrice diventa magicamente Anna non solo attraverso i suoi occhi ma in tutta la sua persona, lasciandoci intendere che l’ ubiquità non è solo un dono dei santi.

 

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