Tommasina Riganello racconta La Rosa e il Violino

Associazione la Rosa e il Violino, Sotto il Ccelo di San Martino: la testimonianza di Sina (Tommasina Riganello)

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di una componente del gruppo isolottino La Rosa e il Violino

«E la storia continua il giovedì sera,

sono  Sina, una popolana,   a raccontare particolari  e curiosità delle prove con l’allegria e la gioia di essere in questo gruppo di giovani e meno giovani  insieme a vivere la storia manzoniana sempre sotto la guida attenta dell’autrice Elisa Belli.

“Evviva il vino, evviva il vino…. evviva”, una bottiglia di vino mette euforia ad un gruppo di amici . Appare Lucia, mesta a cantare la sua tristezza e il suo dolore per Renzo che non sa quando vedrà. Il suo  canto  emana dolcezza e disperazione. Umile e semplice esce dal convento ma i Bravi la rapiscono. Il contrasto fra i personaggi è spiccato, Lucia spaventata, fragile, i Bravi forti, sicuri di riuscire nel loro intento e a imporre il loro potere. Ma che dire di don Abbondio che appare in scena nella sua comicità vera, nella sua goffaggine di prete di campagna che  cerca di giustificarsi sempre , ingenuo,  terrorizzato non sa a chi deve chiedere aiuto e che  trema davanti al Cardinale Federigo Borromeo.  E poi la Madre Badessa a recitare le sue preghiere in latino seguita dalle suorine pronte a ripetere con lei con il capo chino in segno di devozione, pregano e cantano sotto le note dei nostri bravi musicisti che  si ritrovano a dover suonare e risuonare perché le prove sono lunghe. A volte infatti ci si ferma perché ancora la parte non si sa a memoria e come dice l’autrice,   dobbiamo studiare.

Se volete potete studiare con noi, o se siete musicisti potete unirvi ai nostri vi assicuro lavoriamo ma ci divertiamo anche tanto».

 Tommasina Riganello

 

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