Via Bronzino, motorini e bici sfrecciano sul marciapiede

Motorini e biciclette invadono i marciapiedi di via Bronzino, mettendo a rischio la sciurezza dei pedoni

Anche l’attraversamento dell’incrocio con via Giovanni della Casa è difficoltoso per le macchine che non rispettano la precedenza pedonale nella svolta

Via Bronzino,  8:30 di un giorno infrasettimanale. Una lunga coda si forma da piazza Gaddi per tutta la via, non di rado fino a via Palazzo dei Diavoli. La rotonda di ponte alla Vittoria fa da tappo e così il traffico si blocca. Di fatto tutti gli assi portanti della viabilità del quartiere convergono qui, con buona pazienza di automobilisti, motociclisti e ciclisti. Non di tutti però: c’è sempre una quota di furbetti che per scansare la coda farebbe qualsiasi cosa, compreso fregarsene della sicurezza del prossimo. Così comincia a utilizzare i marciapiedi come viabilità alternativa, in barba ai pedoni.

Così per ovviare al traffico delle ore di punta, i più indisciplinati cominciano a sfrecciare con scooter e biciclette sul marciapiede; e tra i ciclisti è assai comune vedere anche chi utilizza via Bronzino come scorciatoia verso Legnaia, per non dover allungare il tragitto di poche decine di metri fino alla ciclabile di via del Sansovino-viale Talenti.«Ogni volta che apriamo la porta di casa è un rischio», lamentano alcuni residenti.

motorini via bronzino (1)La situazione tra via Giovanni della Casa e piazza Gaddi è piuttosto richiosa per chi decide di muoversi a piedi. Sembra quasi un destino avverso quelllo di via Bronzino per chi decide di alleggerire il traffico lasciando l’automobile e la moto a casa. La strada infatti si è già aggiudicata nel 2009 la maglia nera per maggior  numero di incidenti che hanno coinvolto i persone sulle strisce pedonali. Ma il rischio già inizia proseguendo lungo la strada all’attraversamento semaforico di via  Giovanni della Casa: le auto provenienti da via Bronzino e dirette verso via Pisana infatti, allo scattare del verde partono svoltando a destra, fregandosene bellamente della precedenza pedonale.

Il paradosso è che è un ciclo perverso che si autoalimenta: chi sceglie la mobilità più naturale e salutare del mondo si trova scoraggiato. E diventa a sua volta automobilista, motociclista, ciclista andando ad aumentare il transito a discapito dei pedoni. Così, finché non si risolve il problema della sicurezza dei pedoni, il numero degli indisciplinati è destinato ad aumentare.

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