Villa Strozzi, proteste per la Pasqua elettronica

Bottiglie rotte, ragazzi ubriachi e spazzatura. Il giorno di Pasqua Villa Strozzi è stata data in affitto a privati per una festa di musica elettronica

Il giorno di Pasqua riceviamo una segnalazione: «Abbiamo un problema la Limonaia di Villa Strozzi: è stata data ad un gruppo che organizza feste da discoteca.  È un macello e siamo sconvolti per l’autorizzazione che gli è stata data (…) Ragazzi che bivaccano con birre, musica alta ». Poco dopo, una nuovo messaggio, da un’altra lettrice, che si lamenta di sentire dia Monticelli «lo “stumpa stumpa” dei bassi” e di veder passare “un sacco di ragazzi pieni di bottiglie di vino e birra”». In quel momento si stasvolgendo lì, infatti la Pasqua elettronica.

Decidiamo così di uscire di casa e fare un sopralluogo per vedere cosa stia succedendo nel parco del Boschetto, da sempre oasi di verde e di pace. L’accesso da via Pisana è chiuso, un adetto alla sicurezza in pettorina gialla ci dice di passare da via di Soffiano. Le macchine sono ammassate ovunque, a stento riusciamo a trovare un parcheggio. Appena arrivati all’ingresso del Boschetto capiamo che qualcosa di vero in quelle segnalazioni c’era. A preavvertire dello sballo che si sta ammassando dentro il parco, una bottiglia di vetro rotta.  Villa Strozzi degrado dopo festa Pasqua elettronica (2)

Mentre saliamo verso la villa, orde di ragazzini con buste piene di alcolici ciondolano per il parco. Nel bel mezzo del viale troviamo una moto da cross, ma l’area che ci risulta essere completamente interdetta ai veicoli a motore: speriamo che sia stata portata  a mano. Un ragazzo sta belllamente urinando malamente nacosto dietro l’area giochi, mentre i suoi amici ridacchiano poco distante. E qua e là, dai gruppetti di adolescenti, salgono nuvolette di fumo che non odorano certo di tabacco, quanto piuttosto ci ricordano Woodstock. Due giovani, visibilmente in stato di alterazione, quasi inciampano a ogni passo nel scendere a erta dal pratone e solo per miracolo non arrivano in via di Soffiano ruzzolando.

Arriaviamo finalmente a Villa Strozzi. Effetti luce spettacolarizzanti sulla villa e una coda di ragazzi  per entrare. Forse si vorrebbe dare l’idea che è un evento “esclusivo”, ma l’atmosfera è quella di qualsiasi discoteca. E più che esclusività, esclusione. Che porta inevitibilmente a un ammasso di persone che per un motivo o per un altro, non sono entrate o non sono state fatte entrare, a girare e bere per il parco. Decidiamo di stare al gioco e ci mettiamo in coda. Fa piuttosto fresco, è il primo aprile. Eppure non sono pochi quelli che evidentemente hanno caldo pure lì all’aperto, in maniche corte o con la sola camicia.  Qui la selezione e i controlli sono serrati: gli addetti alla sicurezza fanno entrare a piccoli gruppetti e verificano che non si acceda con oggetti pericolosi o alcolici. Per questo i ragazzi si affrettano a finire le bottiglie di vino, birre e superalcolici prima di entrare, qua e là per il Boschetto. Non troppo gentilmente chiedono di aprire borse e borselli. Abbiamo paura di essere fuori luogo: probabilmente siamo gli unici ultratrentenni di tutta la coda. Superiamo il test e accediamo all’ingresso.Villa Strozzi degrado dopo festa Pasqua elettronica (1)

Ci informiamo sul costo del biglietto: 25 euro . A questo punto il gioco si interrompe: giriamo i tacchi e torniamo indietro. Non siamo disposti a pagare per entrare in quella villa che già è dei Fiorentini; capiamo che ci sono soldi da riprendere e che l’organizzazione costa –  sappiamo il giorno dopo dalla presidente dell’associazione Maison d’Artiste Benedetta de Angelis che si parla di ben 3mila euro di affitto –, ma non ce la facciamo a sostenere il fatto che si conceda un bene comune e storico per mere logiche di guadagno. Non è un capannone, è Villa Strozzi. Una villa cinquecentesca, dove ci ha messo le mani nell’800 niente meno che il Poggi, è il simbolo di tutto il rione di Monticelli, il cuore pulsante del Quartiere.Villa Strozzi degrado dopo festa Pasqua elettronica (1)

Ci avviamo indietro, pestando qua e là pezzi di bottiglie rotte. Il bilancio economico nelle casse pubbliche sarà certamente andato in positivo. Ma il cuore dei Monticellini rimane trafitto da quei cocci di vetro trovati all’indomani nel parco.

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