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5 negozi per la tua spesa a Km 0 a Legnaia

La Spesa a Km 0 è una scelta di sostenibilità ambientale, ma anche economica e culturale per il territorio.

Comincia un giro per i rioni del Quartiere 4 di Firenze, dove non mancano i negozi dove trovare prodotti a Km0 e filiera corta. Si parte da Legnaia!

Comprare a Km zero vuol dire fare del bene all’economia locale e all’ambiente. E l’attenzione alla territorialità dei prodotti non riguarda solo l’agroalimentare, come molti pensano. Può diventare una scelta etica quotidiana. Sempre di più sono i negozi che anche nel nostro quartiere offrono prodotti locali, di tutti i tipi. Comincia perciò un giro per i rioni del Quartiere 4 a caccia del Km 0: cominciamo da Legnaia, dove abbiamo selezionato 5 botteghe per voi.

toscana biologica 2   A Legnaia il negozio secializzato in prodotti agroalimentari a Km0 più conosciuto è certamente Toscana Biologica in via Foggini 22. «Il 90% dei prodotti venduti nel nostro negozio sono a km 0 e filiera corta –raccontano da Toscana Biologica –  il nostro negozio è un consorzio che raggruppa le aziende certificate biologiche toscane. Le aziende che ci riforniscono non sono improvvisate, ma seguono protocolli ben precisi. Ciò che le accomuna è amore per la natura, oltre al rispetto per i lavoratori. Biologico e Km0 sono le scelta più sensate a livello alimentare. Il km0 è sano ed eticamente corretto. Innanzitutto perché non ci sono spese di trasporto ed è quindi un risparmio a livello ambientale ed energetico. Inoltre è un prodtto più fresco e più buono. Anche al gusto si sente! Il nutrimento è nettamente superiore rispetto a quello della grande distribuzione, che spesso offre verdura e frutta gonfiata e povera di sostanze nutritive».

ortofrutta-bulli-e-masi-6Ma a Legnaia ci sono anche altri ortolani che offrono la possibilità di comprare frutta e verdura a km 0: tra questi spicca l’ortofrutta Bulli e Masi in via di Scandicci angolo via Duccio da Buoninsegna. Oltre ai prodotti ortofrutticoli sempre freschi e di stagione, è qui possibile trovare una discreta scelta di vini toscani, con la certezza di essere ben consigliati da Leonardo Masi, che oltre a ortolano è anche un enologo. «Per quello che possiamo cerchiamo di prendere e consigliare ai nostri clienti prodotti toscani – afferma Leonardo – Perchè è certamente preferibile consumare prodotti locali;  poi ci sono periodi in cui non è possibile prodtti di zona, ma ci riforniamo comunque di prodotti di prima qualità»

È primavera, che belli i balconi fioriti! E un po’ di piante depurano anche l’aria nella nostra casa, nella nostra città! Il paradosso però è che se non compriamo fiori a km 0 invece di dare una boccata di ossigeno all’ambiente, lo distruggiamo. Lo sa bene Patrizia Legittimo, la giovane titolare di New Art Decò, il negozio di piante e creazioni floreali di cui ci siamo già occupati in passato. patrizia-legittimo-new-art-deco«Quella di vendere fiori a Km0 per me è stata una scelta obbligata dalla mia  etica  professionale – spiega Patrizia  –. Nasco come biologa e so quale impatto enorme abbiano sull’ambiente i fiori di provenienza estera. Questo per almeno tre motivi.  Innanzitutto perché il trasporto di un fiore da lontano richiede un uso massiccio di additivi per far sopportare lo stress del viaggio alla pianta. Inoltre perché in molti paesi esteri le leggi sull’utilizzo di fitofarmaci dannosi per l’ambiente sono molto più permissive rispetto quelle  italiane. Infine perché, come per ogni prodotto, maggiore è la distanza del trasporto da compiere, tanto più è l’inquinamento atmosferico prodotto dai mezzi pesanti. Utilizzare solo fornitori locali è quindi l’unica scelta ecosostenibile di commerciare fiori. Da commerciante non posso non pensare poi a quanto sia importante questa scelta per il rilancio dell’economia locale. È una scelta che non farà felici le grandi multinazionali, ma che tutela e rilancia il territorio e i piccoli produttori. Inoltre mi preme sottolineare che un fiore a km0 è un fiore di stagione: più bello, che dura di più e che costa meno

manola bazarProprio nel negozio accanto,in via Starnina 72,  al Forno del Cantone si possono trovare i prodotti del Palagiaccio, una fattoria sulle colline mugellane, che ha fatto  sinonimo di prodtti di eccellenza e filiera cortissima. perché, come dicono dal Palagiaccio, è necessario avere «la consapevolezza che l’ambiente rappresenta la nostra ricchezza più grande e di conseguenza grande è lo sforzo per conservarla intatta per le generazioni future». E se il forno del Cantone promuove questi prodotti, non può che sostenerne la filosofia.

Da Manola Bazar in via del Pollaiolo 19 è possibile trovare  carteria, ceramiche e terracotte toscane, come le linee di Kartos, Vulcania, Bagnoli.  «Comprare questi prodotti vuol dire rilanciare le produzioni locali, implementare il circuito dell’economia toscana – spiega Benedetta Parigi, dello storico storico bazar – Inoltre vuol dire avere avere la garanzia di un prodtto di qualità, perchè sono aziende con cui lavoriamo da generazioni e di cui conosciamo l’eccellenza dei prodotti»centrini fiorentini piccolo emporio

Il Piccolo Emporio di via di Scandicci è invece una delle più storiche botteghe di Legnaia ed è ancora conosciuto dai più come “la Bianchi”, con il nome della prima proprietaria. Ormai da tempo in mano a Stefania Oliva, continua a permeare di fiorentinità la sua attività. Qui possiamo infatti trovare una delle più grandi tradizioni dell’artigianato fiorentino: i centrini interamente fatti a mano da un’anziana artigiana di zona. Decisamente qualcosa di più particolare e di valore infinitamente superiore rispetto ai prodotti standardizzati prodotti a livello industriale. Pezzi veramente unici che vanno un passo oltre al puro concetto del Km 0, per entrare in quello del mantenimento della tradizione. Sensibilità al mantenimento della tradizione che si può riscontrare anche nella scelta dei libri in vendita, dove tra i titoli più generici, c’è un’intera sezione dedicata alle curiosità, folclore e storia di Firenze e della Toscana. Libri che, neanche a dirlo, sono prodotti da case editrici locali. Tra questi, per fare alcuni degli esempi più interessanti, Firenze va alla guerra, di Franca LanciUmorismo fiorentino (1910-1912), di Raol Vittorio Sticcer, Vocabolario del vernacolo Fiorentino – Con gli esempi delle principali voci da Dante a Benigni, di Alessandro Bencistà, A piedi in Toscana  di Chiara Pezzani e Sergio Grillo, sino al nostro favorito, Legnaia – L’Oltrarno fiorentino, di Angelo Uleri. Vere e proprie chicche di letteratura e storia locale, alcuni persino in edizioni quasi introvabili, che faranno la felicità di appassionati e biblioteconomisti.libri fiorentini picccolo emporio

Dunque tutti pronti per lo shopping? A piedi, s’intende!

La nostra attività è possibile anche grazie al sostegno di queste attività di quartiere
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