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Case popolari, la protesta dei condomini di via Signorelli

I lavori di ristrutturazione delle facciate dovevano finire un mese fa, ma sono bloccati

Inquilini costretti  senza condizionatori e a dormire con le finestre chiuse

Protestano gli abitanti delle case popolari di via Luca Signorelli, nel condominio di Casa Spa  che va dal civico 11 al civico 19, attanagliato da oltre 7 mesi da lavori di ristrutturazione. «Riqualificazione energetica» c’è scritto sul cartello all’ingresso del blocco. Lavori che dovevano finire un mese fa, in data 30 giugno. E invece della fine non se ne vede l’ombra. Anzi: non si vedono più neanche gli operai.

Che fine abbiano fatto e le cause di questo stop dei lavori, non è dato saperlo ai condòmini: «Prima hanno detto che mancavano i materiali e quindi non potevano proseguire, poi hanno accampato altre motivazioni – spiega uno degli inquilini che ha contattato la nostra redazione – Quale sia tra tutte quella reale, ancora non l’abbiamo capito. Inizialmente i lavori procedevano veloci, poi sono stati fermi per diverso tempo. Adesso sono nuovamente fermi. Sono andati via e non si sono più visti».

case popolari via signorelli protesta (3)

Così gli inquilini si ritrovano a fine luglio nei torridi giorni della bolla africana che ha superato i 40 gradi,  con i palazzi avvolti nella rete da cantiere, i condizionatori smontati e la paura a dormire la notte con le finestre aperte con in ponteggi davanti camera.

«Abbiamo visto ben due volte, di notte, gente sconosciuta passeggiare sulle impalcature, siamo stati costretti a chiamare le forze dell’ordine – racconta una signora ancora impaurita – Fortunatamente, forse perché si erano accorti di essere stati visti, non sono stati compiuti furti. Tra il caldo insopportabile, le finestre chiuse e la paura dei ladri, non riusciamo più neanche a dormire»

case popolari via signorelli protesta (2)

«Tutto è iniziato a dicembre, quando sono venuti a smontare  tendoni, vetrate e altri paramenti esterni –  racconta una residente – così adesso non solo ci troviamo senza schermature dal sole in piena estate, ma temo che addirittura dovremo pagare di più, perché il deposito era concordato solo fino al mese di giugno».

«Qui non ci si sta, non c’è arieggiamento,  senza  neppure più l’aria condizionata, nel caldo torrido di questi giorni… gli anziani si sentono male», fa eco un vicino.

«Ma il problema più grande sono i cumuli di spazzatura e detriti che hanno lasciato – prende la parola una signora, indicando un deposito di rifiuti e scarti – Non so perché non siano stati portati via. Fatto sta che è un gran sudiciumaio… e abbiamo trovato delle piattole».

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