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CultApp, le studentesse del Marco Polo ridisegnano la città con lo smartphone

Villa L'Ombrellino a Bellosguardo, ex Campolmi e Vittorio Veneto: con un progetto Europeo, insieme colleghi tedeschi e olandesi, nasce un app che racconta il passato e propone il futuro

Il_Tazebao

L’ex fabbrica Campolmi di via Canova diventa un centro dove le generazioni si possono incontrare e confrontare, dove giovani e anziani possono interagire, tramandare le memorie di quartiere, ma anche un centro culturale e teatrale. E la Villa dell’Ombrellino a Bellosguardo una colonia estiva per gli adolescenti, dove si promuove la lettura e la poesia, ma anche il giardinaggio e la civiltà rurale, un luogo a due passi dalla città in cui è però possibile staccarsi dalla frenesia urbana. C’è poi l’ex Caserma Vittorio Veneto di Costa San Giorgio, che prima di esempio di architettura militare fu un monastero, ancora ricco di arte, dove i ragazzi vorrebbero fare dei tour guidati.

L'edicola che dà il nome alla Villa dell'Ombrellino a Bellosguardo

L’edicola che dà il nome alla Villa dell’Ombrellino a Bellosguardo

Sono tre posti della città e d’Europa ripensati dalle studentesse dell’Istituto tecnico per il Turismo Marco Polo di San Bartolo a Cintoia insieme ad altri colleghi della Comunità Europea, che è possibile visualizzare oggi grazie al progetto KA2 – Strategic Partnership “Experiencing augmented reality on cultural heritage applications in Vet Cult-App”. In parole povere, un’applicazione per la realtà aumentata da loro ideata e realizzata e presentata mercoledì dalla scuola, nata da una partnership strategica finanziata dal progetto Erasmus plus e dalla Comunità europea.

«CultApp ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani studenti all’importanza di proteggere, salvaguardare, riutilizzare, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale europeo attraverso l’istruzione e l’apprendimento permanente – spiegano Genny Carpinteri, docente d’Italiano e Storia, ed Elena Radicchi, docente di Discipline turistiche e aziendali, coordinatrici di due dei tre team del progetto – Questo permette di creare nel settore dell’istruzione e formazione professionale un ambiente più stimolante e creativo che coinvolga sia gli insegnanti che gli studenti. In particolare, il progetto mira ad incoraggiare la modernizzazione nel settore del patrimonio culturale oltre che a sostenere gli istituti di istruzione e formazione professionale a integrare all’interno dei loro programmi scolastici pratiche didattiche innovative per l’insegnamento di materie quali l’arte e il patrimonio culturale. Inoltre, il progetto incentiva ad erogare i programmi scolastici attraverso approcci didattici più stimolanti ed efficaci al fine di coinvolgere maggiormente gli studenti e consentire loro di garantire che il patrimonio culturale europeo sia salvaguardato e valorizzato».

Ex fabbrica Campolmi

Ex fabbrica Campolmi

Dopo un training formativo durato due anni, «un gruppo di studenti dei diversi Paesi del Partenariato, appositamente selezionato tra le Scuole Itt Marco Polo di Firenze, Bc Broekhin-Roermond (Olanda) e Berufskolleg Senne-Bielefeld (Germania), ha collaborato virtualmente per sviluppare un progetto di ‘apprendimento aumentato’ per la valorizzazione del territorio e dei beni culturali», spiegano le due insegnanti.

carpinteri

Così, quel distanziamento imposto giocoforza nell’ultimo anno e mezzo, dalla pandemia impensata e impensabile quando il progetto è nato nel 2018, è diventato uno strumento per gli alunni per pensare e sviluppare il virtuale, calarlo nella realtà e ricostruirla: sei studentesse, divise nei tre team – coordinatrice del terzo la professoressa Rossella Raspitzu – hanno scelto luoghi della propria città, e lo stesso hanno fatto i colleghi olandesi e tedeschi. Li hanno analizzati, studiati, raccontati, riprogettati. Inquadrandoli con il cellulare se ne può sapere passato, presente e progetti futuri. Una collaborazione internazionale e multidisciplinare, dove le future professioniste del turismo hanno dovuto lavorare fianco in inglese, per portare a termine il progetto.

Il progetto è stato possibile grazie alla Comunità Europea e a sette organizzazioni di sei Paesi comunitari: Italia, Germania, Bulgaria, Olanda, Grecia e Polonia. Ma non è un puro esercizio didattico: l’App sarà presto scaricabile per il proprio smartphone con la possibilità di essere arricchita di nuovi luoghi di interesse.

Per saperne di più, è possibile visitare il sito cultapp.eu

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