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La segnalazione – Via Granacci, asfalto nuovo? Macchè, rattoppi

Nonostante 15 giorni di cantiere, i lavori al manto stradale lasciano perplesso il nostro lettore

Ponte a Greve, via Granacci, tranquilla periferia residenziale del nostro Quartiere. Piccola strada un po’ dimenticata, arrivano i sospirati lavori di riasfaltatura.  Ma all’indomani della conclusione, le perplessità sono parecchie.

«Si fa proprio ridere, hanno fatto le toppe e accanto alla toppe ci sono le buche – esordisce Tiziano, il residente indignato che ci ha chiamato per segnalare la situazione – Non le hanno viste? Non è possibile».

via granacci lavori asfaltatura 3

 

La beffa è che gli abitanti della zona hanno dovuto patire  inutilmente quindici giorni di divieti di sosta, in una zona dove trovare parcheggio già di per sé non è mai scontato. Perché al di là del manto stradale rifatto per metà, c’ è stata un’organizzazione delle tempistiche quantomeno opinabile: «Sono quindici giorni che la strada ha il divieto di sosta per lavori – continua il lettore – Prima la scadenza era fissata al 17 settembre, poi hanno prorogato la data al 21 settembre, che è domani. E non solo in via Granacci, ma anche nelle strade limitrofe, tutto divieto di sosta per gli stessi lavori. Ma in quindici giorni, in questa strada, li avremo visti lavorare una giornata».

Un problema quello dei rattoppi nella strada che va avanti da tempo: «In sedici anni che sto qui, ci hanno passato la fibra ottica tutti gli operatori possibili: ognuno ha fatto la sua buca e ogni volta la sua toppa», sospira il frontista.

via granacci lavori asfaltatura 2

E non è solo un problema di carreggiata. Perché le sospensioni sono un costo, ma quando a rischiare di rompersi è una caviglia è decisamente peggio: «Anche i marciapiedi sono rovinati (si riferisce al tratto tra via Puligo e via Pisana, ndr). Hanno rifatto tutti i marciapiedi, belli e nuovi, su tutta via Pisana, ma a farli a noi in via Granacci non ci hanno pensato».

«Si pagano le tasse tutti, e si sarebbe più contenti  di pagarle se le vedessimo ben spese», conclude amareggiato Tiziano.

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