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L’allarme dei circoli: “con il nuovo Dpcm rischiamo di chiudere per sempre”

Mcl: «Si colpiscono i cittadini residenti nei piccoli comuni», ma è disastro sociale anche nel nostro Quartiere. Arci e Acli: «1500 i circoli a rischio chiusura»

Il_Tazebao

Arci, case del popolo, Acli, Mcl, circoli parrocchiali rischiano di dover tirare giù il bandone. E non solo durante le restrizioni dettate dai provvedimenti per il contenimento della pandemia, ma per sempre. È l’allarme lanciato dai circoli culturali e ricreativi che, con i dettami del nuovo Dpcm Conte di domenica, devono rimanere chiusi. Non solamente fino alle 18, come le attività di ristorazione, ma durante tutto il giorno. La mazzata finale che porta alla disperazione dopo la già tragica chiusura forzata del lockdown.

boschetto insegna 2013-05-19 12.18.33

I circoli infatti, che erano pesantemente in perdita per i mesi primaverili di chiusura, stavano cominciando lentamente a riprendersi. Ma questo nuovo provvedimento non lascia speranza e storiche associazioni potrebbero sparire. Di ristori per ora nemmeno a parlarne. Già era dura mandar giù la mancanza gli introiti che mandavano in pari i conti: affitto di sale per assemblee condominiali, compleanni, riunioni aziendali, conferenze, presentazioni; quelli dei corsi di inglese, pittura, informatica, ballo, cucito e chi più ne ha più ne metta, erano un’altra fetta importante. Ora chiude anche la somministrazione, per molti la fetta più cospicua del bilancio: servizio bar, cene, merende. L’ultima vera e propria beffa: chiusi dall’oggi al domani, dopo che erano stati riaperti e che con coraggio avevano rifatto scorte alimentari e contratti con i fornitori: quintali di salumi, formaggi, gelati che non si potranno vendere e che andranno a male nei frigoriferi. Uno schiaffo in faccia alla povertà dilagante e un’ulteriore debito sulle spalle delle associazioni.

circolo mcl Dario del Bene San Quirico

Un’emergenza vera e propria, perché, soprattutto nei piccoli borghi e nella periferia, i circoli solo l’unico presidio sociale, culturale e servizio per le piccole esigenze quotidiane. Non solo per le attività che offrono, ma anche perché se non ci fossero quelli, anziani, giovani, residenti in generale non avrebbero nessuna offerta intorno a casa. Senza parlare poi di quei paesi di collina o di montagna, dove se non ci fosse il circolino, si dovrebbe fare tre, cinque, dieci chilometri di macchina anche solo per un caffè o un etto di salame. Senza andare lontano, nel nostro quartiere, pensiamo cosa potrebbe offrire San Bartolo a Cintoia, Ugnano, San Quirico senza l’Mcl o l’Arci, Monticelli senza il Boschetto, la zona di via Canova senza le Torri e il Pampaloni.

casa del popolo arci via maccari (3)

Un’aspetto, questo della funzione di presidio nei territori più marginali, che l’Mcl provinciale di Firenze  sottolinea fortemente in un comunicato diffuso poche ore fa.  E aggiunge anche il carico del duro colpo che sarà assestato alle molte associazioni di volontariato che gravitano intorno ai circoli:

La circolare esplicativa del Ministero dell’Interno in riferimento  al Dpcm del 24 ottobre 2020 assesta un colpo durissimo ai circoli sociali, culturali e ricreativi che sono costretti a sospendere la loro attività come l’eventuale somministrazione di alimenti e bevande per i soci e i frequentatori occasionali

Di fatto non solo si colpisce al tessuto associativo e alle molteplici funzioni alle quali assolve ma dimostrando poca conoscenza delle sue caratteristiche si creano problemi anche alle associazioni del volontariato che in molti casi hanno sede nei circoli o comunque fanno riferimento ai circoli anche per la somministrazione di cibi e bevande.

Ancor di piu’ si colpiscono i cittadini residenti nei piccoli comuni dove, spesso, il circolo è l’unico punto di aggregazione e di riferimento e l’unico erogatore di alcuni servizi.

Il contrasto alla diffusione del virus, assolutamente necessario, dovrebbe seguire logiche scientifiche e misure di prevenzione che non possono però essere indistinte e penalizzare chi attraverso i circoli assicura servizi, assistenza e vicinanza ai cittadini.

Il Movimento Cristiano Lavoratori che ha nei circoli di base la sua spina dorsale esprime profondo rammarico e dissenso per quanto disposto nel Dpcm a questo riguardo e per la circolare esplicativa del Ministero dell’Interno che, se possibile, appare ancor piu’ penalizzante.

jpg Mcl San bartolo a Cintoia presentazione attività estate 2018 (2)

In protesta e sulla stessa lunghezza d’onda anche Arci e Acli:

sms san quirico (2)

«Noi non ci stiamo! Curiamo la socialità! – ha protestato ieri sera Arci Firenze sulla propria pagina Facebook – Dopo mesi di sofferenze, di spese, di difficoltà, di tentativi di rialzarsi, di supporto reciproco, di idee, di timori, di speranze, ma comunque di grande senso di responsabilità, ci arriva, in tarda serata, una notizia terribile: a seguito di una circolare ministeriale tutte le attività dei circoli, compresa la somministrazione, devono essere sospese».

arci 25 aprile via bronzino

1.500 circoli rischiano di morire e con loro la rete sociale che sostengono, soffocati dalla mancanza di aiuti economici e dalla poca chiarezza da parte del Governo”, è il grido di allarme che Acli Toscana e Arci Toscana lanciano in una nota congiunta dopo l’entrata in vigore delle nuove misure adottate dall’esecutivo per contenere la seconda ondata della pandemia.

“Ad oggi – commenta il presidente delle Acli, Giacono Martelli – permangano nei provvedimenti del Governo, anche nell’ultimo emesso ieri, riferimenti non chiari rispetto alla nostra tipologia associativa e all’esercizio delle attività di interesse generale. Una situazione di incertezza assurda per tutti i nostri circoli ricreativi e culturali che fanno parte della tradizione toscana e con una identità ben definita all’interno del Terzo Settore”. I circoli Arci e Acli si sono attivati “da subito e responsabilmente, anche prima delle disposizioni normative, limitando le proprie attività, adoperandosi per un attento rispetto delle linee guida, adottando specifici protocolli anti contagio, formando i propri dirigenti e i volontari. Durante il lockdown molti di loro hanno contribuito alla coesione sociale delle nostre comunità con una particolare attenzione alle categorie di persone più vulnerabili”, aggiunge Martelli

“Le nostre associazioni rappresentano – prosegue il presidente Arci Toscana, Gianluca Mengozzi – un tessuto associativo di comunità, un presidio del territorio, una insostituibile rete di volontariato che opera per la coesione sociale. Siamo uno stabile riferimento della Pubblica Amministrazione e sosteniamo con solidarietà e beneficienza molte realtà del territorio. Tutto con le risorse delle proprie attività di autofinanziamento e senza gravare sui bilanci pubblici. Ma è diventata ormai necessaria e urgente una chiara collocazione dei nostri presidi all’interno delle misure di sostegno per garantire la continuità della nostra funzione, anche in vista dell’importante intervento di tenuta sociale e di contrasto delle conseguenze della pandemia che vedrà le nostre associazioni agire con ancor maggiore intensità nei mesi a venire”.

casa del popolo arci San Bartolo a Cintoia

La nostra attività è possibile anche grazie al sostegno di queste attività di quartiere
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