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Mancano le supplenti alla Niccolini. E ai bambini tocca spostarsi

Legnaia, alla scuola Niccolini  non si trovano insegnanti per le supplenze, bambini spostati di classe

Nel frattempo le mamme disperate cercano maestre con annunci sui social

Sul caso interviene Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia: «incomprensibile, un sistema che vede tanti insegnanti in attesa di un lavoro»

Alla scuola d’infanzia comunale Niccolini di Legnaia in via di Scandicci, sono giorni non semplici per i genitori, che si trovano alle prese con un problema non da poco per quanto riguarda la gestione dei propri figli. Per quanto possa sembrare assurdo infatti, manca il personale incaricato all’educazione e alla cura dei pargoli.

Non ci sono insegnanti disponibile per le supplenze, il che costringe allo spostamento dei piccoli in classi addirittura formate da 30 bambini. Questo comporta senza dubbio un  brusco e repentino cambio di abitudini e nei rapporti d’amicizia creati all’interno delle classi, ed è senza dubbio un dato di non curanza nei confronti dell’educazione dei bambini. Pare anche strano che molti insegnanti siano in attesa di ricevere un posto di lavoro e non siano stati chiamati supplenti per intervenire.

Sul caso interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, sollecitato da vari genitori della scuola d’infanzia Niccolini. «È incomprensibile, un sistema che vede tanti insegnanti in attesa di un lavoro e nel contempo non si riescono a trovare supplenti per la Niccolini – ha detto il consigliere – Un sistema dignitoso non può tollerare che si cerchino insegnanti con annunci delle mamme disperate sui social. I genitori sono allarmati, si tratta di bambini piccoli la cui educazione e cura dovrebbe essere messa al primo posto. E le lunghe assenze delle attuali maestre erano state annunciate con largo anticipo. Lo scorso anno le assenze non sono mai state compensate in modo continuativo. Parlerò con la Preside dell’istituto comprensivo Niccolini-Ghiberti per verificare come possiamo aiutarla a risolvere questa situazione. E se quello dell’istituto è un caso isolato oppure un problema comune ad altri istituti».

Vi terremmo aggiornati su queste pagine per i prossimi sviluppi di questa scomoda vicenda.

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