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Montelatici: “Dopo la demolizione del Poderaccio molti soggetti irreperibili, ma in Consiglio comunale non si può dire”

Il leghista: "una novantina risultano virtualmente residenti nel campo, ma la notifica degli atti giudiziari a persone fisicamente irreperibili comporta gravi ripercussioni sui tempi processuali e sulla conseguente prescrizione dei reati"

Ex campo nomadi del Poderaccio, alcuni dei soggetti che vi risiedevano, dopo la demolizione dell’agosto 2020 continuano ad avere una residenza fittizia nel campo, con conseguenze pesanti su eventuali procedimenti giudiziari. È quanto ha riferito ieri il consigliere comunale della Lega Antonio Montelatici durante il Consiglio comunale, ma denuncia il consigliere di non aver potuto esprimersi

Interrotto a più riprese e poi ‘espulso‘ dal presidente Milani mentre la vicepresidente Giuliani rideva sotto i baffi. Così si è svolta la mia comunicazione in Consiglio comunale oggi. Riporto qui sotto il testo, e mi chiedo, visto il loro comportamento, se il presidente e la vicepresidente non sappiano forse qualcosa che io non so sull’argomento”.

Questo il testo della comunicazione “in merito ad alcune problematiche determinate dall’iscrizione anagrafica di soggetti poi risultanti irreperibili” che il consigliere ha svolto nel consiglio di oggi (ieri, ndr)

“A seguito della demolizione del campo nomadi del Poderaccio, ultimata nell’Agosto del 2020, si è posto il problema della sistemazione abitativa dei nuclei familiari presenti. Alcuni, ovvero circa il 20%, hanno avuto diritto a una casa popolare e di conseguenza è stata disposta l’iscrizione anagrafica con regolare residenza. Per altri, circa una novantina, sempre in attesa di una assegnazione definitiva di casa popolare, quindi iscritti nella graduatoria Erp, si è disposta l’assegnazione provvisoria di un alloggio comunale, ma lasciando di fatto la residenza in via del Poderaccio ai numeri civici 24, 26 e conseguenziali, che di fatto dal momento della demolizione non sono più esistenti.

Questa mia comunicazione però vuole sottolineare ed evidenziare l’esistenza di una problematica connessa alla residenza anagrafica, a mio avviso estremamente grave. Mi sto riferendo alla notifica degli atti giudiziari a persone fisicamente irreperibili, che comporta gravi ripercussioni sui tempi processuali e sulla conseguente prescrizione dei reati. A tal proposito, mi è stato segnalato, che alcuni dei soggetti iscritti virtualmente ai numeri civici 24 e 26 di via del Poderaccio, risulterebbero coinvolti in procedimenti penali in corso di definizione. L’impossibilità di notificare loro di persona gli atti giudiziari determinerebbe, dunque, gravi conseguenze sulla prescrizione dei reati e sulla sospensione dei procedimenti o causerebbe, nella migliore delle ipotesi, il prolungarsi delle procedure inquirenti e giudicanti.

A tutto questo si aggiungano le attività di ricerca, senza esito e costose, sul territorio, di soggetti resisi, come da linguaggio popolare, “uccel di bosco”. Dove vivono realmente queste persone? Al Poderaccio ormai demolito? Negli alloggi messi a disposizione del Comune? Sarebbe assai grave che un reato venisse dichiarato prescritto non per colpa imputabile all’amministrazione giudiziaria, bensì quale conseguenza dell’operato di altre amministrazioni.

Voglio quindi sollecitare il Sindaco e l’Amministrazione tutta a disporre provvedimenti tesi ad eliminare la prassi delle assegnazioni di residenze anagrafiche virtuali, a procedere speditamente a dichiarare l’irreperibilità di quanti non sono fisicamente rintracciabili agli indirizzi ed agli alloggi assegnati ed a sollecitare una maggiore collaborazione con le Forze dell’Ordine per affrontare queste specifiche problematiche”.

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