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Pasticceria Giorgio di soffiano, copiata in Corea del Sud, Confartigianato lancia l’allarme

Copiato il marchio, ma impossibile copiare la qualità. Confartigianato: «è necessario supportare le aziende nella tutela dei propri marchi»

La nota pasticceria Giorgio di Soffiano,  è stata copiata da un gruppo di imprenditori sudecoreani.  Una delle istituzioni nostro quartiere, ha visto aprire un clone nel paese asiatico, come riporta il titolare Andrea Bernacchioni  in un’intervista a Repubblica. Così il locale che da quasi mezzo secolo simbolo di eccellenza in tutta Firenze per i suoi dolci, tra cui la schiacciata alla fiorentina assegnataria di diversi premi e da noi intervistata sulla sua storia due anni fa, si vede gabbata da chi senza tradizioni, arriva, copia, cerca di rubare i segreti fatti di decenni di lavoro e dedizione e sfrutta. Sì perché la cordata di imprenditori asiatici, senza farsi troppi scrupoli, inizialmente si era presentata alla pasticceria per proporre una nuova società per aprire con il marchio  in Corea. Poi tutti gli accordi all’ultimo sono saltati e senza batter ciglio i coreani hanno aperto per conto loro, dopo aver copiato lo stile e il marchio, che è un brand ormai noto a tanti turisti che hanno visitato Firenze.

Immediata la solidarietà del settore, primo tra tutti quello di Confartigianato che lancia l’ennesimo appello, troppo volte fatto dal made in Italy e troppe poche raccolto dalle Istituzioni: «è necessario supportare le aziende nella tutela dei propri marchi, a sostegno dell’economia del territorio e come presidio per il rispetto delle regole».

“Il caso di Giorgio è emblematico – afferma il presidente Alessandro  Sorani – e può essere l’occasione per affrontare centinaia di casi analoghi, soprattutto per quanto riguarda il mondo enogastronomico in cui ogni anno tantissime aziende toscane e italiane vedono utilizzato illegalmente il proprio nome all’estero. Per non parlare dell’italian sounding, ovvero la pratica attraverso la quale aziende straniere usano parole italiane per promuovere i loro prodotti, spesso di scarsa qualità e realizzati chissà dove”. 

Secondo Sorani, tutelare i prodotti italiani di qualità, il vero made in Italy e i marchi storici delle attività produttive e commerciali locali, è un elemento fondamentale delle politiche a sostegno della competitività del tessuto economico.

“Il costo occulto della concorrenza sleale è una ulteriore, inaccettabile, zavorra per le imprese oneste e virtuose che già devono fare i conti con una burocrazia soffocante, il peso del fisco, le tensioni commerciali internazionali e la stagnazione dei consumi interni.

Come Confartigianato – aggiunge Sorani – chiediamo maggiore tutela nei confronti del marchio. Se è vero che ogni azienda si dovrebbe tutelare, è anche vero che sarebbe utile e opportuno un maggiore supporto da parte delle istituzioni e della Camera di Commercio nel tutelare i marchi storici delle imprese del territorio”.

«Avevamo registrato il marchio registrato solo in Italia, non avremmo mai pensato che sarebbe potuta accadere una cosa del genere all’estero – ci dice Bernacchioni – Eravamo motivati, quando abbiamo incontrato i Coreani, l’idea ci piaceva, poi non avevamo trovato un accordo, poi siamo venuti a sapere di quanto era successo».

Tuttavia i dolci, i piatti, gli aperitivi, in Asia non li potranno copiare. Perché richiedono una sapienza, una conoscenza sviluppata in anni di prove, ricerca degli ingredienti e know-how degli artigiani pasticceri soffianini. E chiunque abbia un minimo di conoscenze di pasticceria, sa che la stessa torta, la stessa brioche, fatta da una mano diversa, con un microclima diverso, con un latte  e delle uova diverse di mucche e galline che hanno un’alimentazione diversa, seppur con gli stessi ingredienti non sarà mai uguale. E infatti, neanche ci provano, ad ora: «Da quello che abbiamo potuto vedere su internet, fanno solo pizze e altre cose loro», rassicura Bernacchioni. I Coreani si mettano l’anima in pace: per gustare la vera schiacciata alla fiorentina, dovranno continuare a farsi diecimila chilometri.

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