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Piazza dell’Isolotto, commercianti critici sul riassetto e sui lavori

Ambulanti e negozianti sollevano dubbi sul rispetto dei tempi dei cantieri e critiche sulla funzionalità della nuova piazza dell'Isolotto

Sono partiti ieri i lavori per la nuova piazza dell’Isolotto, tra annunci trionfali della maggioranza e dure considerazioni dall’opposizione. Ma i più colpiti e legittimamente preoccupati da questi annunciati (e non troppo creduti) sette mesi di cantiere, sono i commercianti. Un riassetto turbolento, che ha smosso le cronache locali degli ultimi anni, costellato di proteste, riaccomodamenti e discussioni, che hanno, per alcuni troppo poco, per altri in maniera soddisfacente, riadeguato il progetto iniziale. Ma adesso, piaccia o meno, la prima pietra è stata posta e la piazza, riqualificata o snaturata che sia, si farà. Fronti contrapposti di favorevoli e  contrari continuano ad alternarsi e tra i negozi sotto i portici e i banchi del mercato, si alternano dubbi, critiche e speranze.

«Rimarrà una cattedrale nel deserto – tuona Santino, il tabaccaio – Io personalmente chiuderò alle due come fanno gli altri negozi. Levo tutto e porto le sigarette al bar.  La viabilità fatta cosi non va bene, sballano tutto, l’area pedonale qui davanti non serve a nulla, le aree pedonali non sono utili se non ci sono servizi che attirano la gente; le aree verdi e pedonali in zona non mancano, ce ne sono fin troppe. Ci vogliono far passare male davanti alla gente, sembra che noi commercianti non si voglia rifare piazza dell’Isolotto, ma l’unica cosa che ho sempre detto, il punto da capire, è che bisogna mantenere la viabilità. Così al pomeriggio non ci sarà più nessuno e la piazza rimarrà in mano al degrado. Dispiace perché dovrò ridurre il personale».

«Siamo stati perplessi sin dall’inizio sull’entità del progetto – dice Andrea Seri, ambulante del mercato e referente per la piazza dell’associazione di categoria Assidea, la quale ha annunciato di rendersi disponibile alla Pubblica Amministrazione una compartecipazione nel seguire e valutare il progetto – È vero, abbiamo fatto diversi tavoli di concertazione, dove sono state apportate modifiche ad alcune criticità evidenziate, che per fortuna paiono risolte. La divisione del mercato, prima tra tutte: la parte non alimentare sarebbe dovuta essere messa dove adesso c’è il parcheggio e quella alimentare al centro della piazza; sappiamo bene però che la divisione del mercato non porta bene alla vita commerciale della piazza. Un’altra forte preoccupazione era la diminuzione dei parcheggi e la pedonalizzazione di tutta la piazza, dalla chiesa fino alla passerella, che che avrebbe fatto danno alla funzione commerciale. Ci sono stati dei problemi di valutazione, come l’analisi dei flussi che veniva presa in ore improbabili. La divisone del parco commerciale è stata scartata, tutto è nuovamente riunito; per quanto riguarda la pedonalizzazione, l’hanno risolta mettendo dei Pilomat, dando accesso ad orari controllati davanti ai portici. per noi il problema così è risolto, ma non credo per i negozi».

«Tuttavia, ora la preoccupazione maggiore, che è una costante nei lavori pubblici, è che i tempi vengano rispettati – continua l’ambulante – Lavori di questa entità portano sempre delle variabili che non possono essere valutate in tempi perfetti, sono tanti gli aspetti che dovrebbero essere valutati prima, ma si dà sempre una tempistica minima che non viene mai rispettata. Se tutto rientra nell’arco di sette mesi siamo contenti, ma i tempi di cui si parlava nell’ultimo tavolo di concertazione erano di più di un anno. Partire a novembre è stato un errore, perché così si prenderebbero due Natali e questo è un problema. Si parlava infatti di iniziare ad aprile. Abbiamo dubbi anche per quanto spazio ci sarà per ogni operatore, perché parlando con l’ingegnere del Comune, ci disse che gli spazi saranno proporzionali a quella che è l’area disponibile, per fare entrare tutti; quindi vuol dire che invece di un 6×5 diventeranno un 4×3».

«La perplessità generale è sulla scelta di un riassetto così radicale  prosegue il membro del direttivo di Assidea – Visto che piazza dell’Isolotto è una piazza che funziona, poteva essere fatta una ristrutturazione anche consistente, ma che mantenesse tutto invariato; invece così, volendo sfruttare fondi europei, è stata necessaria una scelta di questo tipo. Certo, è una bella fotografia ma di funzionalità potrebbe perdere il 50%»

«Cio che chiediamo è soprattutto il rispetto dei tempi dei lavori – commenta Stefano Aglietti, che qui in piazza ha un banco di formaggi – Sarà fondamentale che il Comune si prenda la responsabilità di seguire i lavori, altrimenti verremo penalizzati, perché invece di un Natale con i cantieri ne faremmo due. Il periodo natalizio è importante a livello commerciale. Per quanto riguarda la struttura, invece il Comune è andato nella direzione da noi indicata, ovvero la pensilina è stata rimessa secondo le caratteristiche che avevamo chiesto, così come la disposizione dei banchi».

 

 

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One Comment

  1. ma vi preoccupate solo dei commercianti e di coloro che abitano sopra i negozzi di piazza dell’isolotto, già non troviamo parcheggio oggi, dopo il riassetto della piazza non parcheggeremo più, in fondo i commercianti ci stanno solo la mattina ma noi ci abitiamo tutti i giorni, pretendiamo più rispetto

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