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Quartiere, un’istituzione che cambia

Prima erano 14 e si chiamavano Circoscrizioni. Prima ancora Sestieri. Dal 1990 sono cinque i Quartieri e negli ultimi anni hanno registrato delle novità importanti.

Il Quartiere inizia a prendere vita: si è insediato il nuovo consiglio e sono stati comunicati i componenti delle sei commissioni.

Breve cronistoria del Quartiere

Quella del Quartiere è un’istituzione radicata nella storia fiorentina. Fin dal Basso Medioevo infatti esistevano i Sestieri. Come scrive il Repetti: “…Altra riformagione politica ed amministrativa fu pure quella che fece il popolo fiorentino dopo la cacciata del duca d’Atene (1343) rispetto specialmente alla riduzione economica delle città da Sestieri a Quartieri…”. (Compendio storico della città di Firenze, comunità diocesi e compartimento, Tipografia Tofani, Firenze, 1849).

A partire dagli anni ’70 si inizia a discutere sul decentramento amministrativo. Sono gli anni dell’istituzione delle Regioni. Grazie al lavoro di una commissione ad hoc nel 1976 la città è suddivisa in 14 circoscrizioni.

Dai documenti dell’Amministrazione Comunale si apprendono i criteri utilizzati. Evitare l’omogeneità sociale quale criterio di individuazione di decentramento urbano; ciò per evitare la creazione di zone svantaggiate e zone bene. Rispettare gli elementi fisici e funzionali di separazione (Arno in primis). Integrare aree libere e aree dense. Dar seguito ad un’esperienza unica come quella dei Comitati di Quartiere nati spontaneamente a Firenze a partire dal secondo Dopoguerra.

L’attuale Quartiere 4 allora era diviso nelle circoscrizioni 4 (Isolotto) e 5 (San Bartolo, Torri, Cintoia) comprendenti secondo M. Zoppi in “Firenze e l’urbanistica: la ricerca del piano”, rispettivamente 42 mila e 18 mila abitanti.

Nel 1990 le 14 circoscrizioni vengono accorpate in cinque Quartieri amministrativi. Tale decisione, oltre a voler rispondere in prima istanza, era ispirata dalla volontà di far assumere a Firenze sempre più i tratti di una Città Metropolitana, sull’esempio di Roma.

Una piccola grande rivoluzione

Una novità decisiva dell’ultima tornata è stata l’introduzione dell’elezione diretta del presidente. Quando si cambia la legge, di norma il sistema registra dei cambiamenti. Una tendenza della politica è stata quella di andare a personalizzarsi. Si vota più la persona che il partito.

Già negli anni ’90 la legge per l’elezione dei sindaci fu trasformata permettendo di eleggere direttamente il sindaco. Un cambiamento che ha dato ai sindaci maggior visibilità.

I Quartieri erano rimasti indietro. Il candidato presidente era indicato sì ma correva in lista con gli altri candidati consiglieri. Una riforma del genere permette di riconoscere fin da subito il vincitore investito di un mandato popolare diretto.

In origine la proposta dell’elezione diretta è stata promossa da Forza Italia e Alleanza Nazionale sul finire degli anni ’90. Nel primo mandato di Nardella, grazie anche al lavoro dell’Assessore al decentramento Massimo Fratini, l’amministrazione ha recepito questa istanza introducendo l’elezione diretta. Di contro alcune opposizioni hanno voluto rimarcare che all’introduzione dell’elezione diretta non sia corrisposto un aumento delle funzioni. Non vi è dubbio però che i Presidenti avranno un ruolo primario su questioni delicate come decoro e sicurezza visto che prenderanno parte ai Comitati per la sicurezza composti anche dal responsabile locale della Polizia municipale, da commercianti e residenti.

Non è possibile stabilire fin da subito se ci saranno novità rilevanti. Fatto è che l’investitura popolare si traduce in una maggiore rispondenza verso le scelte degli elettori perché adesso il presidente viene scelto dagli elettori e non dai consiglieri. Una scelta che va incontro ad una crescente richiesta di vicinanza tra cittadini e politica. In questo influiranno anche fattori diversi, dallo spazio concesso sui media al modo nel quale maggioranza e opposizione interpreteranno questo ruolo. In conclusione se questo si tradurrà in un rinnovato protagonismo dell’organo più prossimo al cittadino sarà un dato interessante da analizzare in questi cinque anni.

Le commissioni al Quartiere

Dopo le elezioni amministrative del 26 maggio il Quartiere sta prendendo forma. Dal primo consiglio di venerdì 21 giugno si apprende quali commissioni sono stati costituite e i rispettivi presidenti. Sono costituite le commissioni Servizi Sociali (Ilaria Tesi), Servizi Educativi e Culturali (Beatrice Barbieri), Servizi al Territorio (Andrea Perini), Sport e Politiche Giovanili (Marco Burgassi), Ambiente (Antonella Cecconi), Garanzia e Regolamento (Leonardo Masi).

Quartiere 4, commissioni

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Lorenzo Somigli

Giornalista, copywriter, ufficio stampa, social media manager. Innamorato della parola. Mai smettere di comunicare!

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