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Quartini: silver cohousing alla Lupi di Toscana (e non solo)

Amianto in scuole e case popolari, villaggio per la terza età ai Lupi di Toscana, sostegno ai lavoratori della Cooperativa di Legnaia sono alcune delle questioni di cui si è occupato Andrea Quartini (M5s) candidato per il secondo mandato

 

Dalla battaglia contro l’amianto nelle scuole e nelle case popolari, a quella per una tramvia più vicina a Torregalli e meno ai centri commerciali; dalla proposta di un villaggio per la terza età alla ex caserma Gonzaga, al sostegno per i lavoratori della Cooperativa di Legnaia a rischio, fino alla querelle su sicurezza e legalità riapertasi dopo il drammatico omicidio di Duccio: Andrea Quartini, consigliere regionale uscente M5s si ricandida per un nuovo mandato. E in questa legislatura al termine, da palazzo Covoni Panciatichi si è spostato spesso sul Quartiere 4 per portare istanze locali su banchi del Parlamento regionale. Proviamo a ripercorrerle.

Partiamo dall’annoso problema dell’amianto nelle scuole. Una battaglia locale che ha visto in prima fila il Movimento Cinque Stelle del Quartiere 4, è finita sui banchi del Consiglio Regionale.  A che punto siamo con la bonifica? Cosa è stato fatto e a che punto siamo? Ci sono ancora criticità nel nostro quartiere e nel resto della regione?

L’ambiente è una delle nostre 5 stelle e ovviamente va protetto anche per la tutela della salute. Il caso “amianto”, purtroppo, è stato trascurato per anni, pur sapendo che le fibre di questo materiale, massicciamente impiegato in passato, possono generare gravi malattie anche dopo decenni dall’esposizione. Sapere che vi sono ancora edifici pubblici, scuole in particolare, che non sono radicalmente bonificate è inquietante. Abbiamo in questi anni sollevato il problema di alcuni edifici Erp in via Canova, dubbi precauzionali sul sito del Cavallaccio e nella ex-scuola Barsanti adibita a palestra. Pur rassicurati dalla amministrazione comunale ed evitando allarmismi, rimaniamo insoddisfatti per le risposte evasive che abbiamo ricevuto sui nostri atti, anche in virtù dei ritardi del piano regionale amianto.

10 giugno 2018, una giornata nera per l’Isolotto e per tutta la città. Il giovane Duccio Dini, capitato fatalmente in mezzo a un regolamento di conti tra due bande rom, rimase tragicamente ucciso. Una vicenda che scosse l’intero quartiere, riaprì il dibattito sulla legalità in questa zona di città che vide in prima linea il Movimento Cinque Stelle. Quali sono state le vostre posizioni? E cosa rimane da fare?

La vicinanza alla famiglia di Duccio non era solo doverosa e dovuta, ma legata alla consapevolezza che quella ferita e quel lutto riguardava l’intera comunità, incapace di prevenire fenomeni così gravi. Pene severe e vere per i responsabili devono essere considerate un segnale di giustizia. Restano problemi importanti di vigilanza e sicurezza del territorio sui quali si deve intervenire. Una cosa, oltre al dolore, ci tocca ancora il cuore: la grande dignità e valore dei familiari di Duccio nel loro proporsi in quei tragici momenti.

Siete stati a fianco dei lavoratori della Cooperativa di Legnaia, che, dopo oltre un secolo di attività, sta per chiudere i battenti. Cosa poteva fare e non ha fatto la Pubblica Amministrazione per salvare questo simbolo storico del quartiere e quei lavoratori? E Cosa ancora si può fare?

La cooperativa di Legnaia, con il suo indotto,  ha rappresentato per un modello straordinario di sinergia tra produttori locali e vendita al dettaglio. Strozzata dai grandi centri commerciali, sta vivendo un momento di grande difficoltà finanziaria. La eventuale chiusura rappresenterebbe una gravissima perdita per il tessuto occupazionale ed economico dell’intera città e, a maggior ragione, del quartiere, dove si trova al confine con Scandicci il presidio più grande. È fondamentale mantenere la prospettiva occupazionale dei 100 lavoratori impiegati, senza dimenticare che si tratta di un presidio fondamentale per lo sviluppo del sistema agricolo toscano, con i suoi circa 500 soci agricoltori.

Tramvia Firenze -Scandicci: si è dichiarato critico sul tracciato che avrebbe privilegiato la connessione con i centri commerciali piuttosto che quella con l’ospedale. Proprio oggi ha inaugurato il nuovo pezzo dello stradone che collega Torregalli con la fermata Nenni, ma dista comunque più di settecento metri. Non proprio dietro l’angolo…

Un’altra delle 5 stelle è una mobilità sostenibile. Il tratto tranviario Firenze Scandicci ha rappresentato senza dubbio un risultato importante in questa direzione. In passato abbiamo manifestato perplessità sul tracciato, che dal nostro punto di vista avrebbe dovuto privilegiare la vicinanza ai servizi pubblici, come i presidi sanitari. Quasi un chilometro da Torregalli, area in ulteriore sviluppo, oltre alla presenza anche del Don Gnocchi, è francamente una distanza che scoraggia i cittadini da usare la tramvia. Cittadini, peraltro, che necessitano di assistenza, per cui spesso in condizioni di ridotte performance fisiche. Si poteva e si doveva fare meglio, soprattutto per avere navette di collegamento più puntuali e continue.

 Rimaniamo in zona Torregalli: Lei ha proposto di trasformare la caserma Lupi di Toscana in un “villaggio della terza età”. Può spiegarci meglio?
Riteniamo che invece di aprire nuove Rsa, peraltro private, come sta avvenendo in area Torregalli, nonostante si sia visto, anche in relazione alla pandemia, che quelle pubbliche hanno retto meglio, si dovrebbe cominciare a trovare soluzioni per rallentare la progressione verso la non-autosufficienza in una popolazione che sta diventando sempre più anziana. Esistono molte esperienze, specialmente nel nord Europa e in Francia, che dimostrano che il cosiddetto silver cohousing rappresenta una strategia significativa di prevenzione della non-autosuffcienza. Ne abbiamo un’esperienza interessante anche in Toscana, unica nel panorama italiano, presso il Centro Sociale di Lastra a Signa, concepita oltre 40 anni fa, ma che ancora oggi, rappresenta un esempio interessante alternativo alla inesorabile necessità di ricorrere alle Rsa, se non incoraggiati e sollecitati alla partecipazione sociale, come succede per anziani, troppo spesso, lasciati soli nei vari condomini, magari ai piani alti e senza ascensore. Ecco le caserme, patrimonio demaniale, quindi pubblico, possono rappresentare strutture da riconvertire in tal senso e la caserma del Lupi di Toscana, potrebbe essere una delle strutture idonee, in quanto potenzialmente polivalenti per abitarle (miniappartamenti in autonomia per anziani autosufficienti al piano terra, abitazioni per giovani coppie ai piani superiori), per l’offerta di spazi sociali e aggregativi, per l’offerta di eventuali laboratori dove mantenere le competenze acquisite e magari farne scuola, dotazione di spazi per attività socio-assistenziali, come presidi sanitari, ma anche educativi come per esempio scuole per l’infanzia. Il “problema” è che la politica, da una lato non è mai riuscita a guardare più lontano dal proprio mandato elettorale e perciò manca di lungimiranza, dall’altro prevenire rende meno che curare…
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