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Viale Aleardi, giornalista aggredito e picchiato

Solidarietà al collega Antonio Passanese del Corriere. La follia degli sceriffi improvvisati e il rischio per il diritto all'informazione

Prima insultato e poi picchiato selvaggiamente da un rider. È quanto è accaduto lunedì mattina,  verso mezzogiorno, al giornalista Antonio Passanese, cronista del Corriere fiorentino, mentre si trovava a svolgere un servizio sul lock down a Firenze. Passanese stava parlando al telefono con un collega, quando il fattorino in bicicletta, risultato poi essere un 50enne fiorentino con precedenti penali per spaccio droga,  gli si è avvicinato e ha cominciato a insultarlo e ad augurargli di ricevere “due colpi in testa”. Il giornalista sulle prime ha ignorato le offese del riottoso rider. Ma, da sceriffo improvvisato, il 50enne è tornato indietro per cercare la rissa. Il reporter ha tentanto, vanamente di tranquillizzarlo spiegandogli che si trovava fuori perché stava svolgendo un servizio di lavoro, cercando anche di comprovare la sua posizione con il tesserino; tuttavia il rider, evidentemente ormai assetato di violenza a tutti i costi, non ha voluto sentire ragioni, aggredendo e picchiando selvaggiamente il giornalista.

Passanese ha cominciato a chiedere aiuto, ma gli unici a intervenire a prestare soccorso sono stati due nordafricani che stavano passando di lì. Dopo poco l’intervento dei Carabinieri ha posto fine all’aggressione.  Al giornalista, portato in ambulanza all’ospedale di Torregalli, sono state riscontrate contusioni, la frattura di un dito e 25 giorni di prognosi. Sarebbe potuta finire molto peggio se i due avventori non fossero accorsi a fermare il rider. A Livorno, due colleghi del Tirreno sono stati aggrediti da un edicolante che li ha minacciati con una spranga mentre svolgevano un servizio sul Coronavirus in strada. Episodi, sempre più frequenti, sintomatici di una autolegittimazione che chi vuole sfogare la violenza trova nel lockdown.

Una situazione già critica, quella dei giornalisti, spesso aggrediti mentre sono sul lavoro, adesso resa ancora più difficile dai molti sceriffi improvvisati. L’odio indiscriminato per chi si trova per strada, indipendentemente dai motivi, foss’anche per motivi di primaria importanza come quelli di lavoro, e ancor più per chi svolge il lavoro di dover garantire il diritto e dovere di informazione, è alimentata dai social dove l’urlo di un hater fa più scena di migliaia di voci moderate. Un odio cui nemmeno questa redazione è stata immune. Qualche giorno fa, in via di Soffiano, il nostro direttore è stato molestato con un puntatore laser negli occhi da qualcuno nascosto a una finestra, evidentemente infastidito dal suo passaggio

Solidarietà a Passanese è arrivata da tutto il mondo politico e della stampa fiorentino. Ci associamo con i nostri migliori auguri di pronta guarigione e di continuare senza paura il suo lavoro e ad essere una voce indipendente della cronaca fiorentina.

 

 

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