La pasticceria Giorgio e i segreti della schiacciata alla fiorentina

STORIE DI ARTIGIANI – la storia della  pasticceria Giorgio e della sua schiacciata alla fiorentina

Se dici schiacciata alla fiorentina, nel nostro quartiere (e diciamo senza paure in tutta Firenze), pensi alla pasticceria Giorgio. La colazione e le paste della domenica da Giorgio sono un must a Soffiano. Ma la pasticceria Giorgio è sicuramente un’icona delle eccellenze della pasticceria artigianale non solo per il rione di Soffiano, ma per tutta la città e oseremmo dire d’Italia. Una delle tante storie di artigiani che con competenza e passione hanno saputo non solo mantenere, ma anche eccellere nella tradizione. E questa tradizione da Giorgio, fermo restando l’altisssima qualità di tutta la pasticceria, è la schiacciata alla fiorentina. Noi di IsolottoLegnaia.it abbiamo intervistato il titolare, Massimo Bernacchioni, per scoprire il segreto della schiacciata alla fiorentina. Massimo, figlio dello storico Giorgio, ormai da 15 anni produce in prima persona le note schiacciate alla fiorentina secondo la ricetta tramandata dal padre.

«Ogni giorno facciamo dalle 150 alle 400 schiacciate alla fiorentina – racconta Massimo – e non facciamo forniture, tutta vendita diretta. Gli ingredienti sono i classici:  farina, burro, zucchero, strutto, uova…Il segreto? Sta nelle giuste proporzioni e soprattutto nella ricerca  costante di prodotti di prima qualità. Questo è un punto fermo che nostro babbo ci ha insegnato da sempre: cercare sempre le migliori farine, il miglior burro eccetera. L’ultimo ingrediente indispensabile è l’esperienza. Nessuno nasce imparato…»

Un’esperienza che da Giorgio ha quasi mezzo secolo: «Tutto è nato da mio babbo Giorgio nel ’72 – prosegue – Babbo Giorgio ha sempre fatto il pasticcere e ha lavorato in alcune delle più famose pasticcerie di Firenze e provincia: prima da Gilli, poi da Robiglio, infine andò a lavorare da Savini a Figline Valdarno. Nei primi anni ’70 tornammo a Firenze con l’idea di aprire una pasticceria tutta nostra; nel ’72, quando aprimmo la pasticcceria, a Soffiano non c’era niente. Io avevo 6 anni. Sono cresciuto dentro al negozio. Fin da bambino stavo tra torte, paste, piattini e vassoi. Finite le medie ho iniziato a lavorare qui, con mio babbo e mio fratello. Il babbo ci ha insegnato tutto».

Qualità, eccellenza, passione. Gli ingredienti migliori non solo per la schiacciata alla fiorentina, ma anche per quei piccoli miracoli italiani che amiamo raccontarvi, che partono da un rione ma rendono grandi le tradizioni italiane. E generano lavoro e ripresa economica: «Adesso oltre a me, mia mamma e mio fratello., qui lavorano 28 dipendenti –conclude Massimo – Per fare il pasticcere ci vuole innanzitutto sacrificio. E poi, come in tutti i lavori artigiani, ci vuole passione, se no non si lavora. Spesso ci vuole anche stoffa: se non ci sei portato, è difficile diventare bravi».

Questo articolo lo vogliamo concludere con un altro must di Giorgio, il millefoglie. Un video che spiega la passione degli artigiani pasticcceri meglio di qualsiasi intervista.

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