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#4 Nureyev dietro le quinte: «Ballava notti intere in discoteca dopo lo spettacolo, poi si presentava puntuale alle prove al mattino»

Moser: «Bocciò tutte le regole: arrivò al Kirov che aveva 17 anni e tutti dicevano che era troppo tardi perché potesse avere una carriera»

(…) Prosegue da: #3 Nureyev dietro le quinte: «Dopo due anni nessuno può chiamarsi maestro d’orchestra, ma Rudolf era incredibile…»

Arriviamo alla quarta puntata della nostra intervista al regista teatrale Franz Moser su Rudolf Nureyev.  Franz, austriaco che da quasi vent’anni abita in Italia e da dieci sulle nostre colline fu manager della “quinta carriera” di Nureyev, quella che pochissimi conosconoquella fulminea dei suoi ultimi anni da direttore d’orchestra. Moser però fu soprattutto un amico carissimo, quasi fratello, per Nureyev: nella nostra lunga chiacchierata in sette puntate, ci racconta tutta l’umanità dell’artista tartaro, tanto incredibile sul palco quanto fuori.

Hai conosciuto Nureyev per lavoro, in teatro, poi sei diventato uno dei suoi più amici. Chi era Rudolf davanti e dietro le quinte, cosa cambiava?

«La sua vita era dedicata alla danza, tutto il resto non contava: quest’anima dava tutto per sviluppare il ballo, ballando almeno 200-250 serate all’anno in teatro. Diceva: “Quando si può stare in piedi si può anche ballare!”.  Anche il suo corpo era creato per questa carriera, bocciando tutte le regole, perché arrivando quasi adulto al Kirov (aveva già 17 anni) tutti erano convinti che era già troppo tardi per emergere. Ma non per un testone come Rudolf.  Infatti non sempre è così: mi vengono in mente altri grandi artisti che sono sbocciati in età più matura, come Swatoslav Richter, che ho sentito suonare prima nel 1968 e alcune altre volte in Austria; chi arrivava al conservatorio di Mosca avendo più di 20 anni, era considerato iniziare troppo tardi. Uno scherzo, come sappiamo dalla storia di questo grandissimo pianista.

Nureyev Franz Moser (3)

Una tale dedizione per la danza, non permette una vera vita privata. Godendosi del tempo libero o festeggiando delle notti intere dopo lo spettacolo, sì, ma arrivando puntuale alla prova la mattina, senza aver dormito un minuto, come mi raccontava Michael Birkmeyer, il primo ballerino della Wiener Staatsoper, ma questo non vuol dire una vita privata. Rudolf però stava benissimo anche quando era con i pochi veri amici, in atmosfera familiare, mangiando cibi semplici. Qui andava per fissazioni: quando scopriva qualcosa che gli piaceva, lo mangiava per settimane, sempre lo stesso. Per esempio i Weisswurst, le salsicce bianche bavaresi, e pomodori grandi, tagliati da Lydia, la moglie di papà Hübner, accompagnate da vino bianco fresco fresco: lo vedevamo mangiare queste cose per settimane!

Nureyev Franz Moser (1)

Tuttavia non era solamente un ballerino, ma un artista poliedrico nel mondo del teatro e non solo. Come diceva lui, ero il manager della sua quinta carriera, quella di maestro d’orchestra. Le altre, ovviamente alla prima di  ballerino erano quelle di coreografo, attore in musical e film – interpretava Rodolfo Valentino e Tschaikovsky – , direttore artistico della compagnia di ballo a Parigi Garnier».

(…Segue in #5 Nureyev dietro le quinte: «Portava il 43, ma scelse degli stivaletti 42: ‘per la bellezza’, mi disse» )

Le precedenti puntate:

Introduzione: Nureyev dietro le quinte, un’intervista esclusiva a Moser

Prima puntata: #1 Nureyev dietro le quinte: «Incredibile, un uomo così, era un rifugiato senza cittadinanza»

Seconda Puntata:  #2 Nureyev dietro le quinte: «Era un tartaro, come le guardie dello Zar»

Terza puntata:  #3 Nureyev dietro le quinte: «Dopo due anni nessuno può chiamarsi maestro d’orchestra, ma Rudolf era incredibile…»

 

 

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