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Centro Equestre Fiorentino, l’opposizione chiede risposte

Oggi una conferenza stampa organizzata da Sinistra progetto comune, ma anche dal centrodestra si chiede una soluzione veloce. Al 31 dicembre lo sfratto

Non si è ancora risolta la situazione del Centro Equestre Fiorentino, il maneggio dell’Argingrosso specializzato in ippoterapia. Un fiore all’occhiello dello sport per i ragazzi disabili del quartiere, e che ha risultati agonistici a livello nazionale, sotto sfratto da un anno dal Comune, impantanato nella melma burocratica. Dalla scorsa primavera i genitori dei bimbi che qui si allenano hanno costituito un’associazione per portare avanti l’attività, sempre con meno speranza, sempre con meno fondi. Dall’Amministrazione, pare il continuo gioco del rimando, nonostante i continui solleciti dei genitori disperati dei disabili. Nonostante i tanti impegni a parole, nulla di fatto. Dal 31 dicembre sgombero. E il dietro l’argine torna al suo triste destino di terra di nessuno. Già quest’estate, l’abbandono aveva portato all’espandersi della baraccopoli, dopo pochi mesi di chiusura. Una bidonville di disperati, persone ai margini senza nulla da rischiare, che avevano aggredito una mamma e una ragazzina disabile, a cazzotti in faccia.

La politica si è mossa, ma finisce in interrogazioni lanciate nel vuoto. Un barlume di speranza però adesso si è acceso: Sinistra progetto comune,  gruppo consiliare che da mesi da dietro i banchi lotta per avere risposte in merito, ha mandato l’ennesimo attacco. Ed è, caso quasi unico e commovente, richiesta a gran voce bipartisan dell’opposizione, perché sullo stesso tema stanno chiedendo risposte anche i gruppi consiliari di centrodestra. Di fronte all’emergenza, si chinano le bandiere e si guarda a chi ha bisogno: un ultimo estremo sollecito inusuale nell’italica prassi, che tuttavia fa capire l’importanza di una soluzione veloce. Perché ciò che è peggio, è che quella dell’Argingrosso non è una situazione isolata: sono altri due i centri ippici nella stessa condizione, annuncia Palagi in conferenza:

I centri equestri fiorentini sono “sotto sfratto”. Sono anni che le vicende questi centri sportivi (ma anche educativi e rieducativi, viste le attività svolte) si trascinano e si sovrappongono. E noi – aggiunge Dmitrij Palagi di Sinistra progetto Comune, presente con la consigliera della Lega Michela Monaco ed i referenti dei centri ippici sul territorio – non possiamo esimerci dal farci delle domande.

Perché, dopo che nella precedente consiliatura il Consiglio comunale aveva preso l’impegno di risolvere positivamente queste situazioni, oggi sembra di essere tornati indietro? Perché non si sceglie di affrontare il tema complessivamente invece di provare ad accompagnare le singole realtà separatamente, rimandando le soluzioni di anno in anno?

Alla politica fiorentina vogliamo quindi domandare “da che parte state”, mentre depositiamo un ennesimo atto, firmato da più gruppi consiliari: il sottoscritto e la capogruppo Antonella Bundu, Michela Monaco della Lega e Alessandro Draghi di Fratelli d’Italia, che chiede di tenere fede agli impegni assunti, ma coi fatti, perché con le belle parole si riempion le fosse…”.

I rappresentanti dei centri ippici sono quelli del Centro Equestre Fiorentino, in via delle Isole nella zona dell’Argingrosso, e il Centro Ippico Due Case in via delle Due Case, nella zona dell’aeroporto.

Per quanto riguarda il Centro Equestre Fiorentino – ha detto Anna Ditelli – il 31 dicembre è prevista la chiusura. Il centro, nato nel 1993, effettua ippoterapia con ragazzi disabili ma è sotto sfratto, ingiunzione del Comune dell’ottobre 2018, in quanto il terreno dove ha sede l’attività è a rischio perché è in una zona vicina al fiume Arno. Una situazione che deve essere chiarita anche con la Regione”.

Il Centro Ippico Due Case è, invece, a rischio sfratto, in quanto il terreno – ha spiegato Renato Palma – che era della Fondiaria è passato ad Unipol Sai. Ci è stata prospettata, dopo 15 anni, la possibilità di spostarsi in un terreno che però non sarebbe più nella Piana”.

C’è una terza realtà, quella di Serpiolle (La Valle, via Nuova del Mulino). Nel loro caso – conclude Dmitrij Palagi – il confronto con l’Amministrazione pare essersi riavviato in modo positivo, anche se sostanzialmente ripartendo da zero. Occorre tenere alta l’attenzione anche in questo caso”.

 

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