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Chiesa Ponte a Greve, M5s: «Operazione a perdere rispetto all’interesse cittadino in favore del privato»

Spensierato e Bellucci: «Fino al 2012 il Prg destinava l’area a verde pubblico». «La chiesa dovrebbe unire sempre e non dividere»

Il_Tazebao

Piovono dichiarazioni di contrarietà alla permuta dei terreni da parte dell’Opposizione, che ha dato battaglia per bocciare la delibera approvata dalla Maggioranza ieri in Consiglio comunale, per l’avvio del processo che porterà alla costruzione della chiesa sui giardini pubblici tra il centro commerciale e l’abitato di San Lorenzo a Greve. Dai banchi della minoranza in diversi hanno lanciato l’allarme di un’opera invasiva che cementificherebbe un parco di uso comune vitale per gli abitanti del rione; tra chi si è strenuamente opposto a questo colpo di mano, i pentastellati, che stamani fanno eco da Villa Vogel alle posizioni già espresse ieri in Palazzo Vecchio.

«L’approvazione della delibera di permuta dell’ area denominata “Campone” di proprietà pubblica con altre tre aree verdi, di cui una situata in via Lunga di proprietà dell’Arcidiocesi, lascia sgomenti gli abitanti della zona ed il comitato di San Lorenzo a Greve stesso – tuona il Movimento 5 stelle – Dopo aver iniziato un percorso condiviso per trovare la soluzione ideale per la costruzione della nuova chiesa per cui, giova ricordarlo, nessuno ha mai opposto rifiuti, questo si è interrotto appena prima delle scorse elezioni con il proposito di costruire la chiesa sul campo sportivo del Ponte a Greve con conseguente spostamento dello stesso nel terreno attiguo di proprietà della curia».

«La valutazione della commissione non tiene conto delle spese che andranno sostenute (a carico di tutta la cittadinanza) per rimettere a posto le aree verdi incolte e a “verde biologico” che verranno acquisite né della lontananza di una parte di esse – avverte Daniele Bellucci, consigliere pentastellato al Quartiere 4 – Inoltre non ha tenuto conto dell’importanza sociale di quel pezzo di verde risistemato a spese dei cittadini e polmone verde vissuto costantemente dagli abitanti della zona. Un’incredibile operazione a perdere da parte dell’amministrazione in favore di un privato».

«Dagli anni 2000 l’area verde appartiene alla cittadinanza, donata pare dalla Coop (a precisa domanda nessuno ha fornito risposta nelle varie commissioni, sia in Quartiere 4 che in palazzo Vecchio) come compensazione gratuita per la costruzione del limitrofo centro commerciale, una zona di verde indispensabile, a fronte della cementificazione che nel corso degli anni ha eroso gran parte dell’area – aggiunge Angelo Spensierato, il capogruppo M5s in quartiere – Possibile non si sia riusciti a trovare un’area consona per la costruzione della chiesa? Ricordiamo che vicinissimo esiste l’area ex Lupi di Toscana , con enormi possibilità di edificare qualsiasi luogo di culto, inserendolo naturalmente nella progettazione del nuovissimo quartiere nascente. Non si possono penalizzare gli abitanti della zona privandoli di quest’area verde semi-attrezzata. Sono state raccolte firme, non sono servite; sono state fatte promesse, naturalmente infrante; un percorso partecipato che però ha portato su strade diverse: molti degli abitanti dell’area sono scontenti, ricordiamo che fino al 2012 il Prg destinava l’area a verde pubblico. La nascita di un luogo di culto dovrebbe unire, non essere divisiva come sta accadendo adesso».

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