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Dormentoni scrive al Governo: «Nei circoli neanche un caso di Covid-19»

Il presidente di Quartiere scrive a Conte e Lamorgese: «chiediamo che si individui subito una forma di ristoro economico anche per queste realtà»

Il_Tazebao
Anche il presidente di Quartiere 4 Mirko Dormentoni si unisce al coro di protesta della politica e dell’associazionismo verso le disposizioni del Dpcm che impongono la chiusura dei circoli ricreativi e culturali, che come avevamo denunciato ieri in un nostro articolo, si tradurrebbero in una pena capitale per la maggior parte delle case del popolo e circolini parrocchiali. Un danno enorme per tutta la collettività del Quartiere, visto che i circoli ne costituiscono i nodi centrali della della rete associazionistica.
A Palazzo Chigi si rischia  di spazzar via in un colpo di timbro decenni di cultura associazionistica delle periferie d’Oltrarno. Così, mentre a Villa Vogel all’interno della coalizione di maggioranza Tesi depositava la mozione e Bisconti dall’opposizione faceva appello a Regione e Governo, il presidente di Consiglio di Quartiere si è armato di carta e penna e ha scritto una lettera al presidente del Consiglio (stavolta dei Ministri) Conte e al ministro dell’Interno Lamorgese, a nome proprio e del Collegio di Presidenza.
Il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni
Il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni
«In territori come il nostro, quello del Quartiere 4 di Firenze, i circoli ricreativi e culturali, le “case del popolo”, i circoli Arci e Mcl in particolare, costituiscono non solo un patrimonio insostituibile di socialità, ma anche un servizio alla popolazione per quanto riguarda i punti di ristoro (bar e ristorante a colazione, pranzo e/o a cena) – scrive Dormentoni–  Per i soci, certamente, non per tutti. Ma sappiate che i soci di questi circoli, nel nostro quartiere, nella nostra città, nella nostra regione, sono moltissimi cittadini. E sappiate che nei circoli Arci della Toscana, ad esempio, non c’è stato un caso di contagio Covid. E allora la circolare ministeriale che ha deciso di tenerli completamente chiusi credo abbia sbagliato: se sono aperti bar e ristoranti, per i soci dei circoli deve essere possibile andare al bar o ristorante del proprio circolo, dove naturalmente si mantiene il massimo rigore nell’attuazione dei necessari protocolli sanitari».
«(…)Sono certo che nella maggioranza di Governo stanno già facendo una giusta riflessione e azione in questo senso . In caso che si confermi la chiusura chiediamo che si individui subito una forma di ristoro economico anche per queste realtà e per i lavoratori che vi sono impiegati», è la petizione del Presidente di Circoscrizione, che tuttavia sottolinea che «non potrà essere compensato il danno sociale».
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