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La Fonte di San Francesco in via di San Vito, 800 anni dal miracolo

Nella Quaresima 1221 il Santo d'Assisi, fece sgorgare una sorgente per dissetare le Clarisse portate qui da Sant'Agnese e Santa Chiara a fondare un monastero

Il_Tazebao

C’è una cappellina a Monticelli, nelle campagne del nostro quartiere tra via di San Vito e via di San Carlo che pochi conoscono, eppure per secoli è stata meta di pellegrinaggio, Tanta devozione  non è casuale: quella cappella è stata edificata là dove San Francesco compì un miracolo, facendo sgorgare una fonte dal terreno, esattamente otto secoli fa: era infatti la Quaresima del 1221.

Oltre un cancello della proprietà che la circonda, là dove via di San Vito forma una piazzetta da cui diventa una tortuosa salita a pietre che si inerpica sulle colline a sinistra, mentre a destra si apre nell’omonimo viuzzo, si trova la fonte miracolosa. Essa sgorga là dove esisteva il monastero delle Clarisse di Santa Maria a Monticelli, che per qualche secolo dopo la sua dismissione, quando era ormai in rovina, fu conosciuto anche come Monasteraccio (da non confondersi con l’altro più noto Monasteraccio, sempre su queste colline, dalla parte di Soffiano sopra la ex Sma, che ha dato il nome all’omonima via).

Esso pare sia stato fondato da Sant’Agnese d’Assisi (Agnese fu il nome che assunse da consacrata; il nome civile era Caterina Scifi), inviata qui dalla sorella, Santa Chiara. Santa Chiara, fondatrice dell’ordine delle Clarisse che ebbe il suo primo monastero di San Damiano nella città umbra, oggi meta di pellegrinaggio, dette mandato alla sorella di istituire un altro convento a Firenze. La sua fondazione fu possibile grazie a un ricco e generoso fiorentino dell’epoca e l’ubicazione scelta fu proprio questa, nelle campagne di Monticelli. A raccontarcene la storia è lo storico Guido Carocci a inizio Novecento:

A breve distanza della chiesa di S. Pietro a Monticelli, alla pendice del colle di S. Sepolcro, detto poi di Bellosguardo, Forese di Merguillese Bilicozzi fondava nel 1217 un monastero del quale fu per qualche tempo abbadessa Suor Chiara degli Ubaldini, già moglie del Conte di Gallura dei Visconti di Pisa. Arricchito da molte donazioni, il monastero non ebbe che pochi anni di prospera vita, giacché a cagione dell’instabilità del suolo, cadde in rovina e le monache dovettero trasferirsi nel 1261 in altro locale che sotto lo stesso titolo venne edificato sulla collina di S. Gaggio fuori di Porta Romana. Alle rovine del monastero fu dato volgarmente il nomignolo di Monasteraccio, sotto il quale la località venne d’allora in poi indicata”.

In realtà, pare che il monastero sia rimasto attivo fino ai tempi dell’Assedio di Firenze (1529-30), quando le suore furono costrette ad abbandonare il complesso.

Tuttavia, in quei primi anni di intensa attività monastica, nella Quaresima 1221, passò di qui San Francesco in visita alle monache e le trovò assetate e senza sufficienti approvvigionamenti d’acqua. Così il Santo d’Assisi fece sgorgare, incredibilmente, una sorgente d’acqua purissima dal terreno.

Successivamente, pare nel Settecento, fu fatta erigere su quella fonte una cappellina, gradevolmente affrescata, caratterizzata posteriormente da un piccolo campanile a vela, stondato, con due piccoli pinnacoli laterali, dove però non è più presente la campana, e anteriormente da una piccola croce.

Fino a qualche anno fa si poteva visitare la fonte il 4 ottobre, nel giorno di San Francesco, ma attualmente, non è più possibile questa secolare visita devozionale a causa di lavori in corso che non ne permetterebbero il raggiungimento. Siamo dispiaciuti di non poter corredare l’articolo con fotografie della Fonte di San Francesco, ma non ci è stato purtroppo concesso di poter accedere alla proprietà per fotografare la cappellina.

 

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