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Poderaccio, campo chiuso ma i rom ci sono ancora

A qualche decina di metri del villaggio, baracche dove vivono famiglie in condizioni precarie e abusive. Torselli e Draghi annunciano un sopralluogo per martedì

Il campo rom del Poderaccio è stato chiuso ormai da un mese, ma i nomadi ci sono ancora. Non nel villaggio, ma poco più a valle, in insediamenti abusivi in cui abitano persone (rom, ma anche altre etnie) in condizioni precarie e abusive: baracche costruite con materia di fortuna, incerte e instabili, roulotte e furgoni.

Così, se le famiglie che vivono nelle casette del Comune sono state ricollocate e aiutate a trovare altre soluzioni abitative, con un complesso percorso di reinserimento dell’amministrazione durato sei anni, quelle aree ai margini del campo, tra la Greve e il Ponte all’Indiano, sono diventate ancor più terra degli ultimi, dei dimenticati. Non una novità in vero perché in questo fazzoletto di terra tra l’Arno e la Greve abusivismo e occupazioni sono un problema annoso che tuttavia sembra inarrestabile: già lo scorso anno ci occupammo della questione (qui l’articolo). Una situazione di degrado secolare cui non si vuole mettere fine, tanto da essere ricordata nei toponimi storici come terra di desolazione, abbandono e discarica: Poderaccio, Sardigna (leggi questo articolo).

Il campo rom del Poderaccio, sgomberato lo scorso mese
Il campo rom del Poderaccio, sgomberato lo scorso mese

La segnalazione è arrivata a IsolottoLegnaia.it, ma anche a Fratelli d’Italia, che annuncia un sopralluogo per il prossimo martedì mattina con il consigliere comunale Alessandro Draghi e il coordinatore regionale (e candidato alle imminenti Regionali) Francesco Torselli.

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