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Notte della Moda: 50mila tecnici professionali cercasi

Notte della Moda all'Overfit, una passerella per accendere i riflettori sulle opportunità professionali nel settore Moda

Il_Tazebao

Si è tenuta ieri al Cavallaccio, l’Overfit fashion repeat, una riedizione della sfilata delle scuole superiori a indirizzo moda di Firenze. Gli studenti e le studentesse  dell’Istituto Tecnico Statale “Tullio Buzzi”, Cellini-Tornabuoni, dell’Istituto D’Arte di Porta Romana, dell’Istituto di Istruzione Tecnica e Liceale Russell Newton, in partnership con la Fondazione Istituto tecnico superiore post diploma Mita (Made in Italy Tuscany Academy), hanno sfilato sulla passerella del locale contiguo allo stadio di football di via del Perugino. La manifestazione si è svolta nell’ambito della notte della moda, organizzata dalla rete Tam (Tessile, abbigliamento e moda) nell’ambito della Notte della moda che ha visto nel corso della stessa serata svolgersi iniziative analoghe in tutta Italia.

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«Alla rete Tam aderiscono circa settanta istituti tecnici superiori in tutta Italia – spiega il professor Matteo Zubo referente della Tam per l’Istituto Cellini Tornabuoni,  scuola capofila in Italia centrale – La rete è nata con Smi (Sistema moda industria) per rilanciare le figuri dei tecnici professionali della moda. Da recenti studi è emerso che che nei prossimi cinque anni  serviranno sul mercato 50mila addetti nel settore moda in tutta la filiera, per cui  sono necessari percorsi di formazione specifici».

Una richiesta di mercato che si declina quanto mai sul nostro territorio, dove, nella Piana di Oltrarno tra Isolotto, Scandicci, Lastra a Signa sta consolidandosi da anni polo industriale della pelletteria, oltre a quello ormai storico del Tessile della Piana pratese e fiorentina lungo l’asse del Bisenzio.

Una crescita che riguarda non solo il settore dell’abbigliamento e della pelletteria, ma anche quello dell’accessorio: «I nostri studenti sono collocati nel mondo del lavoro nel comparto gioielli, ma soprattutto in quello dell’accessorio moda – afferma il professor Fabio Ghetti del liceo artistico di Porta Romana, che ha uno specifico indirizzo oreficeria e accessori, dove gli allievi si specializzano nei complementi per il mondo del lusso – Le aziende richiedono infatti figure artistiche che sappiano creare qualcosa di nuovo. Con il nostro corso di perfezionamento post diploma riusciamo a collocare circa il 90% degli studenti».

Ma al liceo artistico di Porta Romana c’è anche un’indirizzo moda e costume, che offre anch’esso prospettive di inserimento concrete: «Ci occupiamo di costume per lo spettacolo e di moda, decorazione dei tessuti e lavorazioni artigianali – riferiscono le professoresse Gruppiello e Pintus – la sfilata di stasera è dedicata al pittore Ottone Rosai;  gli abiti sono realizzati artigianalmente con tecniche di manipolazione del tessuto volte a muovere le superfici e creare effetti tridimensionali».

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«Stasera facciamo una sfilata di abiti a tema urban e complementarmente accessori di pelletteria – dicono i professori Scalogna e Peccianti dell’istituto tecnico per il sistema moda Russel Newton – Ci occupiamo principalmente di abbigliamento, pelletteria e calzatura, per rispondere alle richieste delle aziende del nostro territorio, che ricercano molti tecnici del settore. Tutti gli accessori vengono sviluppati in classe nella fase progettuale, poi vengono realizzati dai nostri studenti negli stage aziendali. C’è un alto tasso di assunzione».

«L’istituto Buzzi è una scuola storica che da 130 anni forma figure professionali per il settore tecnologico – asserisce la professoressa Ciardi – Per il comparto moda formiamo periti industriali specializzati nel tessile abbigliamento e il sistema moda lo affrontiamo dal punto di vista dei filati e tessuti.  È importante avere contatti con chi si occupa di accessori e abbigliamento». Questo a maggior ragione ora che chi opera nel settore moda, con la ripresa del comparto dopo la grande crisi di deindustrializzazione degli scorsi anni, ha puntato tutto sull’interconnessione e innovazione, tecnologica e commerciale: «Le aziende che sono rimaste a Prato sono quelle che hanno fatto un forte investimento tecnologico – continua la docente – Dopo le grandi chiusure degli anni ’80 e ’90, c’è una ripresa: i ragazzi che si diplomano al Buzzi vengono assunti quasi tutti. Soprattutto oggi, che con quota cento i tecnici della vecchia generazione stanno andando in pensione, solo a Prato  si assumeranno trecento persone: molte più di quelle che noi formiamo ogni anno. Inoltre avere contatto con i brand, con le aziende che lavorano sul territorio è importante,  i ragazzi che si diplomano da noi non sono semplici tecnici ma project manager: hanno relazione con tutta la filiera, con il commerciale, con le istituzioni. Al Buzzi cerchiamo di implementare nuovamente il sistema moda che a causa della crisi del tessile stava ristagnando».

«Questa serata, coordinata dall’its Mita, è dedicata ad accendere i riflettori sulla necessità che i giovani si approccino con il sistema moda. Ci sono 50mila posti di lavoro che le aziende non riescono a coprire – commenta il direttore generale di Mita Antonella Vitiello – Confindustria, con Sistema Moda italia, ha lanciato un appello a tutte le scuole professionali della moda in Italia».

Alla serata presenti autorità della moda ma anche della politica. Tra questi anche l’Onorevole Gabriele Toccafondi, ex Sottosegretario all’Istruzione: «Ieri sera centinaia di ragazzi delle scuole fiorentine Cellini, Porta Romana, Russell Newton e Buzzi di Prato insieme al percorso post diploma Its “Mita”, hanno presentato con orgoglio ciò che hanno imparato e creato a scuola – ha detto all’indomani dell’evento in un post  Facebook – Loro e i loro docenti devono essere orgogliosi del percorso fatto. La scuola è anche questo percorso. È conoscenza e competenze, è collegamento con il mondo del lavoro, è apertura alla realtà.
In Italia, in questo momento, mancano 50mila addetti specializzati nel settore moda. Scuole tecniche, professionali e Its sono lo strumento per dare possibilità ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro. Non sono scuole di serie B, l’alternanza scuola lavoro è utile, utilissima e i ragazzi seguono le materie tecniche, i laboratori o le materie classiche con la stessa passione.
Il Governo cambi atteggiamento verso la scuola ed in particolare verso quella tecnica e professionale e investa sull’alternanza, sui laboratori, sull’autonomia e l’apertura verso l’esterno delle scuole».

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