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Verzaia, una testimonianza della presenza ebraica

Il_Tazebao

San Frediano fu, fino all’edificazione del ghetto, il centro della comunità  ebraica fiorentina

Fuori di porta San Frediano si trova il cimitero ebraico di Verzaia, nome con cui veniva identificata l’attuale area del Pignone

Le sepolture ebraiche fino al 1777 si trovavano lungo le vecchie mura della città, precisamente nel tratto tra porta Romana e porta San Frediano, tra alberi di gelso. Nei pressi di via Monte Oliveto si trovava un’area “ove (…) sotterravano gli ebrei” come riporta Magnelli in un carteggio del 1774. Questa scelta non fu casuale. Il quartiere di Oltrarno fu infatti dal Quattrocento, in via de’ Giudei (attuale via Ramaglianti) e fino all’edificazione del ghetto (1571) il centro della comunità ebraica fiorentina. Lungo via Pisana e borgo San Frediano si trovavano diversi fondaci gestiti da ebrei.

Le riforme illuminate promosse dai Lorena portarono ad un clima di tolleranza e apertura verso la comunità ebraica. La comunità ebraica in quel periodo contava circa 822 persone. I diritti civili concessi da Pietro Leopoldo vennero confermati sia durante il periodo francese sia durante la Restaurazione.

Quegli furono gli anni dell’edificazione del cimitero di viale Ariosto, sorto poco fuori le mura, in località Verzaia. Rimase attivo fino al 1884 anno della costruzione del nuovo cimitero di via Caciolle anche se si registrano inumazioni anche negli anni ’30 e ’40 del Novecento.

Secondo l’uso ebraico nessuna tomba raffigura il defunto, non ci sono fiori. Non si effettuano restauri: come ogni cimitero ebraico le tombe sono abbandonate all’usura del tempo e degli elementi; questo gli trasmette un’aura di decadenza.

Anche al cimitero di Verzaia le tombe rifuggono la fastosità. Solo alcune di queste infatti sono monumentali: è il caso di quella della famiglia Levi e di quella Servadio. Entrambe si contraddistinguono per lo stile neo-egizio. Un’altra spicca tra le altre: quella della famiglia Franchetti, realizzata con ogni probabilità da Marco Treves, progettatore anche della Sinagoga.

Il cimitero è custodito dalla Comunità Ebraica Fiorentina. È possibile visitare questo l’ultima domenica di ogni mese. Per gli uomini è obbligatorio coprirsi il capo.

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Lorenzo Somigli

Giornalista, copywriter, ufficio stampa, social media manager. Innamorato della parola. Mai smettere di comunicare!

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