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Villa Strozzi al Boschetto

Villa Strozzi al Boschetto si trova nella parte occidentale del Boschetto, dove il terreno forma una terrazza pianeggiante con la vallata dell’Arno sullo sfondo.

Alla metà del XVI secolo, Giovan Battista Strozzi per ampliare il bosco detto di Cafaggio (termine di origine longobarda che significa bosco) acquistò una serie di proprietà confinanti. All’interno di questa vasta proprietà tra il 1567 ed il 1569 fece rimodernare l’antica villa degli Scarlatti, facendone la sua residenza.

Se per la famiglia Medici abbiamo molte notizie riguardanti i gradi di parentela, al contrario è molto difficile mettere in relazione tra di loro vari personaggi che portano il cognome Strozzi. Le prime notizie riguardanti questa famiglia di origine fiorentina ne parlano come di una famiglia molto numerosa, dedita al commercio. Giovan Battista Strozzi si dedicó con passione agli studi letterari e nel 1571 entrò a far parte dell’Accademia degli Alterati, che  ebbe poi in questa villa uno dei suoi punti di ritrovo.

La villa venne quindi restaurata e arricchita all’interno da pregevoli affreschi e decorazioni la cui esecuzione si concluse trent’anni più tardi ad opera di Santi di Tito e Bernardo Poccetti.

Villa Strozzi al BoschettoTuttavia la Villa Strozzi al Boschetto che possiamo ammirare oggi non ha niente in comune con l’edificio originario poichè un’importante trasformazione si ebbe alla metà dell’Ottocento, quando il principe Ferdinando Strozzi commissionò a Giuseppe Poggi il restauro della villa e la riprogettazione del parco.

Da alcuni scritti del Poggi sappiamo che originariamente la villa non aveva un perimetro regolare, il Poggi ridusse l’altezza degli ambienti del pianterreno, ritenuti da lui troppo alti, che si trovano intorno al salone centrale, l’unico a mantenere la struttura originaria. Venne inoltre aggiunto il terzo piano. I prospetti vennero disegnati secondo i canoni tipici dell’epoca, mentre l’interno fu decorato con scene tratte dal romanzo Luisa Strozzi scritto da Giovanni Rosini nel 1833.

Dopo lunghe vicissitudini, tra cui la requisizione prima da parte delle truppe tedesche e poi di quelle alleate durante la seconda guerra mondiale, il parco e la villa furono acquistati dal Comune di Firenze, diventando parco pubblico.

Il 25 marzo 2014, viene aperto alla Villa il Centro Sino Italiano di Design – Firenze & Shanghai. Nei due mesi successivi all’inaugurazione la villa è stata sottoposta a lavori di restauro del piano terra e del primo piano. In seguito il Centro ha ospitato attività ed eventi incentrati sul design, l’architettura sostenibile, la moda e il cibo.

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