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Cooperativa di Legnaia rinasce, la rileva Mati

la cooperativa agricola di Legnaia comprata dal gruppo pistoiese. Lavoratori e tradizione salvi. Tutta la vicenda, dalla fondazione al nuovo acquisto

Il_Tazebao

È salva la Cooperativa di Legnaia

E soprattutto sono salvi i suoi oltre sessanta dipendenti. È stata rilevata dal gruppo Mati, un colosso pistoiese del florivaismo, con un investimento da cinque milioni di euro. Ad annunciarlo è lo stesso gruppo Mati:

Spinti dall’affetto che i clienti hanno continuato a dimostrare verso Legnaia e dall’importanza di questa realtà nel mondo agricolo toscano, un gruppo di aziende operanti nel settore del verde, ha dato vita alla società consortile agricola di Legnaia con l’obiettivo di valorizzare e rilanciare il punto vendita di Sollicciano, mantenendo l’identità agricola, toscana e fiorentina dell’esperienza di Legnaia.

In data 23 aprile 2021 gli organi della liquidazione coatta amministrativa della Società Cooperativa Agricola Di Legnaia, Notaio dott. Francesco De Luca e dott.ssa Caterina Rossi Commissario, hanno aggiudicato, in via provvisoria, a questo gruppo di imprese il ramo d’azienda “Sollicciano” della Cooperativa Agricola di Legnaia in liquidazione coatta amministrativa. Tale aggiudicazione è diventata definitiva in data 3 aprile 2021, trascorsi i 10 giorni previsti dalla procedura per l’eventuale esercizio del diritto di prelazione.

manifestzione lavoratori cooperativa di legnaia (5)

La buona notizia in questo periodo di crisi, è che non ci saranno tagli al personale

La società consortile agricola di Legnaia garantirà il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e un servizio per la cittadinanza, che ha sempre riconosciuto nella Legnaia un punto di riferimento per il verde e per il food toscano.

Non si preoccupino gli storici legnaioli: la cooperativa agricola simbolo del nostro quartiere non perderà la propria identità locale né tantomeno abbandonerà le proprie tradizioni. Lo promette lo stesso gruppo Mati:

Legnaia è un’istituzione dell’agricoltura di Firenze e della Toscana. Fin dalla nascita, oltre cento anni fa, ha svolto il compito di raccogliere le migliori eccellenze della produzione agricola toscana e renderle disponibili alla cittadinanza e parallelamente assistere gli agricoltori per le forniture di cui essi hanno bisogno diventando un punto di riferimento per gli amanti delle primizie agroalimentari e del verde.

Consideriamo il radicamento di Legnaia nel tessuto fiorentino e toscano un valore fondamentale per la riuscita dell’operazione. Non è intenzione di questa società stravolgere quanto fatto fino ad ora ma solo implementare, migliorare, ammodernare ed arricchire quanto fino ad ora proposto, con un progetto industriale che punta a mantenere e rilanciare lo storico marchio di “Legnaia”.

Rimanendo fedeli all’attività storica di Legnaia si vuole adeguare l’insieme dei servizi alle mutate esigenze di qualità e comfort della clientela, compresa la rinnovata sensibilità generale alla sostenibilità ambientale che richiede una altrettanto rinnovata proposta di prodotti e servizi che ci siamo prefissi di offrire

Per concludere l’operazione serviranno ancora due anni:

Si prevede un percorso che verosimilmente dovrà durare circa 24 mesi, con importanti investimenti che riguarderanno lo strumento immobiliare, le attrezzature, gli strumenti informatici, il layout degli spazi, l’organizzazione, i ruoli e la preparazione del personale.

La vicenda

A settembre 2019 i lavoratori della cooperativa manifestarono davanti al centro commerciale di Sollicciano, annunciando gravi problemi di indebitamento con gli istituti di credito; l’azienda si trovava di fronte a un bivio: il concordato o la liquidazione cotta. I sindacati si misero in trattativa per andare verso il concordato.

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la questione sollevò manifestazioni e reazioni bipartisan sui tavoli istituzionali. Pochi giorni dopo si prospettò la nascita di una newco, una cooperativa formata ad hoc e dove si chiedeva un investimento di capitale ai lavoratori stessi, sollevando ulteriori proteste tra i sindacati.

Nessuna notizia rilevante alla stampa fino a marzo, quando, in pieno scombussolamento per l’arrivo del primo lockdown, il 10 marzo scorso, il Consiglio comunale riesce comunque a votare un atto urgente per chiedere la cassa integrazione per i circa settanta dipendenti. Si annuncia anche che la Coop rischia la liquidazione entro un mese.

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A settembre scorso, dopo un anno da quelle prime manifestazioni di protesta, i lavoratori annunciano di aver costituito una nuova cooperativa per rilevare l’azienda: se ne annuncia anche il nome, Parco d’Oltregreve che tuttavia negli scorsi giorni non esercita il diritto di prelazione sulla cooperativa. Ieri, alla notizia sul gruppo Mati

Leggi anche il nostro articolo sulla storia della fondazione della Cooperativa agricola di legnaia, nel 1903

 

Il gruppo Mati

I fratelli Mati oggi hanno attività che vanno dallo storico vivaio Piante Mati dal 1909 al ristorante con orto Toscana Fair, dalla progettazione e realizzazione di giardini alla formazione con l’Accademia Italiana del Giardino, fino alla diffusione della cultura del verde anche attraverso la rivista Nuovo Ossigeno.

Si definiscono «Tre imprenditori cresciuti con l’amore per il verde e con valori legati alla cultura della terra e della famiglia. I fratelli Mati, oltre alla produzione e vendita di piante, hanno sviluppato le attività di progettazione, ideazione e realizzazione di parchi e giardini avviate in azienda negli anni ’30 del secolo scorso. La sensibilità verso i giardini e uno spirito imprenditoriale attento alla differenziazione li ha portati verso la diffusione della cultura del verde attraverso la formazione dedicata ai professionisti e agli amatori. A completamento di tutte le attività si è aggiunta la ristorazione agrituristica con prodotti coltivati sia nei propri orti che in Toscana».

Le dichiarazioni dei fratelli Mati

“Il gruppo Mati 1909 esprime grande soddisfazione per l’aggiudicazione della Cooperativa di Legnaia. “Con le società Viridea e FloraToscana abbiamo costruito un rapporto sincero che va oltre il progetto industriale di rilancio di Legnaia. – dice Paolo Mati, che sarà anche consigliere di amministrazione della nuova società consortile Legnaia e gestirà tutta la parte di produzione e vendita di prodotti agroalimentari – Il nostro obiettivo è rilanciare un marchio storico come Legnaia mantenendo rapporti e relazioni con il mondo agroalimentare toscano e fiorentino. C’è da fare un lavoro importante di sacrificio, ristrutturazione e ripartenza ma faremo del nostro meglio per garantire i migliori standard nella qualità dei prodotti e del servizio”.

“Con questa operazione il nostro gruppo continua nel processo di innovazione e differenziazione delle attività che abbiamo iniziato nel 1999. – dice Francesco Mati – Con Viridea e Flora Toscana abbiamo creato un innovativo sistema imprenditoriale che avvicina ancora di più la Toscana all’Europa.”

Aggiunge Andrea Mati: “Sono soddisfatto perché dal punto di vista sociale la salvaguardia dei dipendenti è stata sempre al centro delle trattative. Per il nostro gruppo è anche un ritorno alle origini visto che tutto ha avuto inizio nel 1891 quando nacque lo stabilimento d’orticoltura Casimiro Mati & figli. Legnaia, infatti, nasce come cooperativa di produttori di ortofrutta e ha una storia centenaria come la nostra, oltre a tante affinità nello spirito di responsabilità sociale verso il territorio e la comunità”.

 

 

 

 

La nostra attività è possibile anche grazie al sostegno di queste attività di quartiere
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