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Pontignale: «dateci un mercato rionale»

Non ci sono negozi nella zona, il primo supermercato è a Casellina. Un mercato settimanale sarebbe necessario soprattutto per gli anziani e per chi non ha una macchina. Da Palazzo Vechio disponibilità a valutarne l'istituzione.

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Un mercato settimanale, anche di poche ore, giusto per la spesa: è quanto richiedono i cittadini della frazione dimenticata di Pontignale. Rione di confine cui ci siamo occupati più volte, mal collegato alla città dai mezzi pubblici, frammentato tra i Comuni di Firenze e Scandicci, e dominato al centro dallo scheletro di cemento armato di un hotel mai finito che versa nel degrado. Ma ciò che forse è peggio, soprattutto per gli anziani e per chi non ha una macchina, è che manca totalmente di negozi. Così ché per chi non ha la possibilità di muoversi, fare la spesa diventa davvero dura. Per trovare un supermercato, bisogna arrivare a Casellina, quasi mezz’ora a piedi, per un alimentari venti minuti per arrivare sulla Pisana o a Badia a Settimo. Ed è un problema che ora, in tempo di pandemia, si fa sentire ancora di più per le centinaia di famiglie che abitano in questa frazione, viste le restrizioni imposte agli spostamenti. Fondi vuoti ce ne sono in abbondanza, ma nessun commerciante pare intenzionato ad aprire, o riaprire:

«Abbiamo solo una farmacia e un bar che fa orario di apertura fabbriche – spiega Pasquale, uno dei residenti di zona che avanzano l’istanza – Fondi vuoti ce ne sono, ma le richieste degli affitti sono molto alte ed evidentemente preferiscono tenerli vuoti piuttosto che affittarli a meno. Un tempo, aveva aperto un piccolo alimentari, ma  dopo pochissimo tempo chiusero perché l’affitto era troppo alto e non ci rientravano con i costi. Un mercatino almeno, soprattutto per gli anziani, anche una sola volta la settimana sarebbe necessario».

Eppure il posto non mancherebbe: tra parcheggi semivuoti e piazzali deserti, questo borgo di pianura tra le fabbriche, l’autostrada e la campagna non manca certo di spazi. Con in più il gran vantaggio per i camion degli ambulanti di essere attaccato all’uscita Firenze e Scandicci dell’autostrada e della Fi Pi Li. Tra gli spazi individuati, primo tra tutti, l’utilizzo di una porzione del grande parcheggio in via Stilicone.

Una richiesta più che esaudibile secondo Alessio Pestelli, presidente di Assidea, associazione di categoria degli ambulanti.

«I mercati rionali su Firenze e Scandicci sono già molti, ma essendo una richiesta che perviene direttamente dagli abitanti del quartiere, è sicuramente doverosa da prendere in considerazione e da valutare da parte delle due amministrazioni – afferma Pestelli – L’istanza di questi cittadini è condivisibile e conferma per l’ennesima volta che i piccoli mercati rionali siano un servizio indispensabile per la città. Non solo per offrire un punto commerciale vicino, soprattutto alle categorie più deboli come gli anziani, ma anche per presidiare le strade dei quartieri, tenerli in vita e aumentare la loro sicurezza. Nel caso di Pontignale, per esempio, per disincentivare gli accessi abusivi all’hotel abbandonato. I mercati offrono inoltre quel minimo di socialità di quartiere che è davvero importante, ma che ora più che mai, con questa pandemia, è venuta a mancare».

Ad avviare un mercato però, non possono essere gli ambulanti; è necessario che il Comune, previa la valutazione della piazza o della strada dove farlo, istituisca un bando per assegnare i posti agli operatori. In questo caso, tra i tanti svantaggi di un rione spezzato tra due comuni, la divisone potrebbe essere addirittura un’opportunità. Il bando potrebbe essere istituito da Firenze o da Scandicci, a seconda del lato di Pontignale in cui si volesse fare il mercato, e i cittadini avrebbero una doppia possibilità di interlocuzione per richiedere l’istituzione del mercato.

mercato assidea

Il bando, se venisse fatto, dovrebbe porre attenzione alla struttura del mercato:

«Vista la piccola dimensione del mercato che si andrebbe a valutare, sarebbe importante che nel bando si prevedessero categorie merceologiche distinte per i banchi, come si faceva prima – spiega il presidente di Assidea – Se no il rischio è quello di trovarsi un mercato di sette- otto banchi con banchi ripetitivi. Distinguendo le categorie merceologiche, invece si potrebbe già programmare un banco di alimentari, uno di frutta e verdura, uno di abbigliamento, uno di ferramenta e via dicendo».

Considerata la vicinanza all’uscita autostradale e della superstrada, la zona è già di un crocevia di furgoni degli ambulanti. Potrebbe essere questa una condizione favorevole per istituire un mercato. Per esempio, potrebbe essere ipotizzabile un giovedì o un venerdì alla settimana, valuta Pestelli, considerando i flussi delle zone.

La richiesta del mercato, già avanzata da anni, è ora più che mai impellente, per l’emergenza pandemica che costringe in casa e impone nuovi stili di vita e la predilezione verso i luoghi aperti. Tuttavia, anche se a ora rimane inesaudita, da Palazzo Vecchio fanno sapere che c’è la massima disponibilità a interloquire con i residenti per valutare, insieme al Quartiere, la possibilità di istituire il mercato.

 

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