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Progetto ex Caserma Lupi di Toscana, dubbi e critiche del comitato

La cittadella che sorgerà al posto della caserma Gonzaga potrebbe non essere così verde ed ecosostenibile come annunciato dal Comune, avverte il comitato mostrando le carte

Il_Tazebao

A pochi giorni dall’annuncio della nuova cittadella che sorgerà al posto dell’ex caserma dei Lupi di Toscana, tra via di Scandicci e viale Nenni, torna a farsi sentire critico il comitato dei residenti della zona.

Non è tutto oro quel che luccica, come appare dal progetto presentato nei giorni scorsi, e il quartiere che sorgerà al posto della caserma Gonzaga potrebbe essere ben più impattante e meno verde ed ecosostenibile di quanto prospettato, secondo il Comitato Area Lupi di Toscana.

La prima contestazione mossa dal comitato è la mancata sinergia con il Comune di Scandicci, annunciata a parole ma mai sviluppatasi. L’area della caserma infatti ricade interamente nel Comune di Firenze, ma va da sé che il contiguo rione di San Giusto risentirà dell’impatto del progetto. «Quando è stato fatto il percorso partecipativo, è stato portato avanti da entrambi i Comuni – spiega Gianfranco Angeli, portavoce del comitato ed ex consigliere di Quartiere 4 – Tuttavia il bando per il concorso di idee poi lo ha portato avanti il solo Comune di Firenze per la sua area di competenza. Fu detto che i due Comuni non potevano sviluppare il bando insieme; ma si sarebbe potuto affrontare la questione in sede di Città Metropolitana».

Così non ci sarebbe organicità nello sviluppo urbanistico dei due rioni attigui, però ricadenti in Comuni diversi, con tutte le criticità che questo comporta. Prima tra tutte l’impatto sulla vita e la viabilità di Scandicci, di là dalla strada. Qualsiasi opposizione fatta dagli Scandiccesi, non trova perciò un riscontro politico amministrativo, perché il Comune di Scandicci poco o nulla può fare al di là dei suoi confini. Una questione non nuova, quella dei problemi sui confini comunali, di cui abbiamo già analogamente parlato per l’area di Sollicciano-Pontignale. «Abbiamo chiesto più volte di fare un tavolo tecnico-politico sulle questioni dei confini tra Firenze e Scandicci, ma non c’è stato niente da fare», sospira Angeli.

A peggiorare le cose, l’incognita dell’attigua area ex Margheri. Questo grande appezzamento è stato acquistato dalla catena commerciale Leroy Merlin e lo spettro della costruzione di un grande magazzino del fai da te aveva già sollevato tre anni fa malumori tra residenti e commercianti di Scandicci, Ponte a Greve e Legnaia: da una parte le associazioni di categoria che sottolineavano il duro colpo che l’arrivo di un ennesimo concorrente della Gdo avrebbe assestato alle già sofferenti piccole attività di vicinato; dall’altra i residenti che evidenziavano come l’attuale viabilità dei ronchi, già congestionata per la presenza in zona dell’asse portante tra Firenze e Scandicci, delle Bagnese, del polo ospedaliero di Torregalli, del centro commerciale di Ponte a Greve, non poteva reggere a questo ulteriore gigante commerciale: «Nel progetto, per ora sospeso, ma non abbandonato, si parla di 12mila  metri quadri di superficie utile lorda ricadenti nel Comune di Scandicci e di 4mila di show room su Firenze – proseguono dal comitato – Il dubbio adesso è che quei metri quadri su Firenze si possano ricavare proprio dai metri quadri a uso commerciale o ufficio previsti nel progetto per l’area ex Gonzaga».

Sulla viabilità le maggiori perplessità le suscita l’annunciata e avveniristica navetta a guida autonoma nel viale centrale alberato, che dovrebbe collegare la fermata della tramvia T1 su viale Nenni con i poli ospedalieri.

«Nel piano particolareggiato – prende la parola Manuela Giorgetti Fialdini, anch’essa membro del comitato ed ex consigliera di Q4 – si parla della possibilità di espropriare i terreni di proprietà privata interessati dal viale, ma non si chiariscono competenze, costi e tempistiche, oltre al fatto che sulla carta questa navetta per ora raggiunge solo la palazzina di comando e forse, eventualmente anche gli ospedali. Il people mover (il mezzo di trasporto in questione, ndr) deve inoltre attraversare due volte via di Scandicci e girare dentro Torregalli. Come faranno a riuscirci in un punto così delicato per la viabilità?»

Inoltre non è prevista una strada di collegamento, come sembrava inizialmente con via Pesellino, la strada senza sfondo dove c’è la chiesa di San Paolo a Soffiano, nella cui parrocchia ricade l’area ex Lupi di Toscana. Un bel problema e un’opportunità persa, perché il vicolo cieco e la mancanza di un parcheggio, portano la viuzza a congestionarsi a ogni celebrazione.

C’è poi la grossa criticità che, nonostante le seicento nuove famiglie che andranno ad abitare nel quadrante, non è prevista, sulle carte, neanche una nuova scuola. Solo delle non meglio specificate stanze civiche e attività di servizio con possibili funzioni pubbliche nella palazzina comando: «Cinquecento appartamenti su Firenze e cento su Scandicci, ma non risulta né una scuola, né un asilo – continua Giorgetti Fialdini – Cinquecento appartamenti che, con l’attuale stasi immobiliare non servono alla città. Era emersa la necessità di edilizia popolare, ma invece faranno l’housing sociale. Un termine fumoso, che, nelle città dove viene applicato, viene decodificato in maniera molto diversa. Ad esempio a Milano, un appartamento di 80 metri quadri, costa 750 euro al mese… Ha una durata di tempo limitata e solitamente è una soluzione momentanea per chi ha uno stipendio stabile, molto diverso dai bisogni cui risponde l’edilizia popolare».

C’è di più. La cittadella non sarà così green: «Il verde effettivo sarà molto meno di quello che si vede sapientemente dipinto di verde sulle mappe presentate – avvertono i due ex consiglieri di Sinistra italiana – Certi sono solamente circa 5mila metri quadri, alla faccia della cittadella verde. Sempre nel piano particolareggiato si parla di un parco pubblico da realizzarsi nella porzione della ex-caserma che non viene edificata solo a pagina 21 e non ci sono altri dettagli oltre al fatto che non è previsto alcun collegamento con le aree verdi di San Lorenzo a Greve e di San Quirico. E poi, sempre a proposito di verde chi espropria la parte destinata agli orti sociali? Nel piano particolareggiato non è spiegato chi sarà il soggetto attuatore».

«Era l’occasione per fare veramente una progettazione innovativa, sfruttando l’antico con le sue trame e riadattando alle esigenze moderne – concludono Angeli e Fialdini – Quali funzioni di pregio avrà veramente quest’area? Le società di investimento immobiliare, giustamente, devono fare il proprio utile. Che non possono fare con gli orti sociali e il verde, per i quali è necessario un forte intervento del pubblico. Non sappiamo se e quando tutto questo sarà realizzato. Ci si doveva pensare prima. Eppure di proposte, per rendere davvero di pregio quest’area, con funzioni innovative ne sono arrivate. Da un polo per il mondo della pelle di Scandicci, a un campus sullo stile dei licei inglesi, a un grande parco verde che avrebbe interconnesso la Greve con le colline di Soffiano e di Scandicci».

A proposito della questione del verde urbano connesso al progetto, c’è da aggiungere, tuttavia, che poco dopo lo svolgimento di questa intervista e poco prima di andare in pubblicazione, è stato dato annuncio dalla Giunta comunale di un atto di indirizzo che prevede che i volumi per la realizzazione siano presi dalla superficie utile lorda dell’area ex Gover di via Pistoiese, dove sarà realizzato il parco Florentia, una grande area verde che interconnetterà e riqualificherà due aree adesso nel degrado: quella di questo stabilimento industriale abbandonato delle Piagge e il Poderaccio.

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