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Domenica la manifestazione contro spaccio violenza e degrado

Sul ponte del tram un presidio senza bandiere di partito. Bagnoli: «Dobbiamo urlare a gran voce che sia rispettata la storia di Firenze»

Una manifestazione senza bandiere di partito, quella che ci sarà questa domenica 13 ottobre alle 15 sul ponte della tranvia. Un ponte simbolico per i problemi di degrado, che unisce due delle aree più attanagliate dalla criminalità di Firenze: piazza Paolo Uccello e le Cascine.
«Droga, prostituzione, violenza e degrado. Da anni, giorno dopo giorno, Firenze si sta lentamente intossicando nella totale apatia delle amministrazioni e dei cittadini – tuona Lorenzo Bagnoli, consigliere d’opposizione a Villa Vogel – La quotidianità del fiorentino è condizionata da una accettazione forzata di uno stato di disagio, realizzando una sensazione di impotenza davanti a questo sfascio che poco ha a che fare con la raffinatezza e prestigio che ha definito la storia della città nei secoli. Firenze ha un problema, grave, ed è opportuno affrontarlo come si deve, non voltando la testa altrove facendo finta che non sussista».
«Ci chiediamo come mai l’amministrazione si impegni costantemente su temi come l’integrazione e l’accoglienza dimenticandosi però dei fiorentini, che vedono la loro città in balia del degrado della delinquenza e del pressappochismo più assoluto. I famosi vigili di quartiere, le nuove assunzioni, i piani sicurezza, sono tutte progetti fini a se stessi che non hanno inciso minimamente sulla qualità del nostro territorio – Continua Bagnoli – Basti girare per la città per capire che qualcosa non funziona, che servono fatti oltre alle promesse».
Un problema che, sottolinea Bagnoli,  si incancrenisce tutta la città, a partire da quelle piazze iconiche, quelle che dovrebbero essere la Firenze da cartolina:  «Basta sostare a Piazzale Michelangelo, una delle terrazze urbane più belle del mondo, per inciampare su merce contraffatta, distese metriche di finte stampe, cover per cellulari e quant’atro. Camminare in Piazza della Signoria, sede dell’istituzione e del potere comunale, è ormai assediata da venditori di qualsiasi selfie stick, batterie per cellulare, sciarpe ed elicotterini volanti il tutto tra le facce impotenti delle Forze dell’Ordine. Piazza della Repubblica è oramai in mano a zingari-mimo con il volto impastato, accattoni, mendicanti che con un aggressiva presenza, estorcono con agli ignari turisti le loro “dovute” elemosine».
Ma è qui, sulle due sponde del ponte del tram, dove domenica si terrà il presidio, che forse si raggiunge l’apice. Solo la cronaca degli ultimi tre giorni riporta infatti, alle Cascine l’aggressione di una donna da parte di uno sconosciuto, durante la quale per fortuna sono intervenuti i Carabinieri e svariati arresti per spaccio, l’ultimo dei quali l’altro ieri,  dove la Polizia ha dovuto addirittura usare i binocoli per individuare gli spacciatori che altrimenti si nascondono nella vegetazione per gabbare i controlli: «Alle Cascine, un parco urbano che potrebbe fare invidia ai giardini più belli d’europa, ormai regna la mafia nigeriana in un degrado disarmante. Settimanalmente assistiamo a sequestri, spacciatori che scappano dalle retate e che puntualmente tornano alle proprie attività dopo poche ore. Di notte la zona di delle Cascine e di Novoli è diventata oramai un grande quartiere a luci rosse abusivo nella totale normalità», così come il cuore della movida e dell’arte: «il centro in mano ad ubriachi molesti e venditori abusivi di accendini, braccialetti e scimmiette penzolanti».
Non va meglio sull’altra sponda del ponte, nelle periferie come l’isolotto che evidenzia il consigliere di quartiere, ha i suoi luoghi caldi (come l’arresto lunedì di uno spacciatore davanti alle scuole di via del Sansovino): «Le periferie sono ormai lande dimenticate, assistiamo ad eventi di una violenza tale da rendere vergognosa l’appartenenza ad un territorio. Baby gang che importunano anziani e mamme con il passeggino, spaccio di droga tra ragazzini nei parchi giochi, delinquenza ovunque, per non parlare del decoro urbano che è ormai un vago ricordo».
«Ormai ci ritroviamo ad essere immersi in una situazione di degrado così radicata da essere diventata ormai parte integrante della città – conclude – Così non è più possibile andare avanti, non è plausibile chiedere ai fiorentini di sacrificarsi con tasse e multe quando dall’altra parte l’amministrazione non si impegna per il benessere e il rispetto delle regole. Il problema non viene mai affrontato, l’amministrazione continua ad ignorare questo degrado assoluto facendo politiche di immagine ma non di sostanza. È inutile parlare di vigili di quartiere, potenziamento della sicurezza o altre trovate se in realtà non viene attuato un piano reale di repressione degli illeciti. Tutto procede verso un inesorabile declino, facendo altro che aumentare uno stato di collera verso chi vive impunito. Per questo motivo crediamo che sia necessario che tutti i fiorentini si ritrovino per urlare a gran voce che sia rispettata la storia di Firenze, che torni il rispetto della città, delle persone e del luogo in cui viviamo».
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