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Vannucci: sport, sociale, sicurezza e turismo diffuso

Andrea Vannucci (Pd) pronto a portare sui banchi del Consiglio regionale l'esperienza maturata in due mandati da assessore comunale dove il Quartiere 4 è stato al centro.

Andrea Vannucci è al secondo mandato nella giunta comunale di Firenze. Da un anno come assessore al Welfare e alla Sicurezza, nella precedente consiliatura come assessore allo Sport e alle Politiche giovanili. Deleghe importanti che hanno dato competenze che oggi pronto a rispendere sui banchi del Consiglio regionale, per cui candida, ovviamente sempre in quota Pd, a queste imminenti Elezioni 2020. E se gli obiettivi amministrativi riguardavano tutta la città, anche il nostro quartiere è stato quanto mai al centro. C’è poi in curriculum anche una delega solo apparentemente minore, Tradizioni popolari, che per una periferia come la nostra, puzzle di storici borghi, è di vitale importanza per mantenere le identità di rione.

 

Partiamo da quella che è stata una delle riuscite più significative del suo secondo mandato di assessore con delega all’Accoglienza e Integrazione: la chiusura, o per meglio dire, il superamento del campo rom del Poderaccio. Quanto ancora c’è da lavorare sull’integrazione del popolo rom e cosa si può fare a livello regionale?

«Il superamento del Poderaccio è concluso. Ci sono ancora delle frequentazioni diurne, anche perché è rimasto il punto di preghiera, ma non notturne: le casette sono state rese tutte inutilizzabili o smantellate. Uno straordinario obiettivo raggiunto con il sindaco Nardella e il presidente Dormentoni grazie alla mediazione sociale e non alla forza pubblica, nel rispetto delle regole; regole che sono valide per tutti i nostri concittadini. Adesso si apre un’altra partita: quella della bonifica, per una restituzione vera e propria dell’area alla cittadinanza. Su questo la Regione può giocare un ruolo anche nella programmazione delle risorse».

 

Da questo lembo di terra oltre l’Argingrosso, al parco delle Cascine, dall’asse della tranvia a Cintoia, alcune criticità e sacche di degrado resistono. Come si può declinare a livello regionale il lavoro sulla sicurezza, che già sta venendo fatto a livello comunale ? La Regione non ha competenze dirette sulla sicurezza ma svolge ruoli di programmazione e concertazione…

«Abbiamo fatto un’esperienza con un finanziamento regionale in ambito sicurezza, sia per le telecamere, sia con progetti speciali per la Polizia municipale: tra il 2019 e il 2020 abbiamo dedicato dodici agenti al quadrante Stazione-San Lorenzo-Indipendenza. Agenti che facevano parte della partita che il Comune ha giocato e vinto in ambito regionale. Sicuramente ci sono competenze diverse tra Comune e Regione, ma progetti sulla falsa riga di quello fatto per il quadrante di San Lorenzo, possono essere fatti anche in altre zone della città».

 

Torniamo sulle competenze da assessore al welfare. Santa Rosa è nel quartiere l’emblema della povertà e degli ultimi, degli emarginati. La sera sono molti i clochard che dormono sotto i portici dell’Asl e sulle panchine dei giardini. Una povertà non solo economica, ma ancor prima di disagio personale e relazionale. Quali sono le politiche da mettere in atto per reinserire gli ultimi degli ultimi?

«Siamo reduci da un periodo in cui ovviamente la sofferenza sociale è aumentata di pari passo alla sofferenza economica. Abbiamo fatto un lavoro orientato a tutelare le fasce più deboli e debolissime della città, attraverso un’accoglienza invernale dalla durata senza precedenti – perché senza precedenti è la situazione che abbiamo vissuto – per dare dignità a tutti. C’è un piano di grande investimento sulle figure degli educatori di strada e operatori di strada che sarebbe dovuto partire ad aprile, ma è stato rimandato al 2021 per via dell’emergenza sanitaria. L’obiettivo dell’amministrazione è sempre stato quello di mettere in campo tutti gli strumenti per offrire alle fasce più deboli e debolissime, percorsi di autonomia attraverso il confronto con operatori di strada, educatori di strada e ovviamente servizi sociali. A questo si aggiunge un grande sforzo organizzativo e umano da parte delle realtà del volontariato del nostro territorio: sia per quello normalmente riconducibile al primo soccorso, sia per altri progetti dell’Amministrazione, come i progetti Insider e Outsider, che tutte le notti d’inverno, danno assistenza affinché nessuno perda la vita per temperature rigide».

giardino lungo mura di santa rosa degrado senzatetto (4)
La casa a cielo aperto di un senzatetto ai guardini lungo le mura di Santa Rosa

 

Politiche giovanili, altra sua area di competenza nel precedente mandato in giunta comunale. Alcuni casi di cronaca nel nostro quartiere, come la tragedia di Gabriele Vadalà, hanno smosso una riflessione: ragazzi senza luoghi di aggregazione e senza una guida, rischiano di combinare una tragedia per una ragazzata. Gli operatori di strada ci mettono del loro, diversi sono i progetti come i centri giovanili. Manca una presenza (ancor più) capillare? Quali strategie per trovare risorse da investire sui giovani e come ottimizzare quelle esistenti?

«Come dicevo, avevamo pronto un piano da un milione di euro su tutta la città, proprio per potenziare l’esperienza che nel Quartiere 4 ha dato risultati ottimi. Come il giardino pensato insieme gli amici di Gabriele, che è stato destinatario di una bellissima opera d’arte contemporanea e collettiva. Ricordo con grande emozione anche il murales in via Simone Martini, anche quello fatto grazie al lavoro di tanti ragazzi, con la guida discreta e attenta degli operatori di strada. Il Quartiere 4 è da questo punto di vista un luogo dove c’è una grande tradizione di attenzione ai giovani attraverso il sostegno delle inclinazioni e delle loro aspirazioni».

 

Tradizioni popolari, identità storiche, una delega importante che crea un background quanto mai spendibile in Consiglio regionale. Il brand di Firenze è fagocitato dal centro e quasi neanche ci si ricorda che esistono borghi da riscoprire, opere d’arte importantissime, eminenze storiche e culturali anche in periferia. Pensiamo al nostro quartiere: dalle colline di Bellosguardo a Villa Strozzi, dalla chiesa di Santa Maria della Querce alla Pieve di Mantignano, dal borgo dei Navicellai a quello romano di Cintoia. Nel nostro piccolo con IsolottoLegnaia abbiamo dedicato ricerche, approfondimenti e promozioni. Ma a Livello amministrativo si è fatto troppo poco. Ora che il modello turistico sta cambiando, che è necessario puntare a un turismo diffuso, senza assembramenti nei luoghi di massa, cosa si può fare? L’agenzia regionale Toscana promozione turismo, da tempo punta a spalmare il flusso turistico su tutto il territorio e non solo nella triade Firenze-Pisa-Siena e poco più. Possiamo, in questo percorso dell’agenzia regionale del turismo, inserire anche le nostre periferie per rivitalizzarle e far circolare l’economia?

«C’è già un lavoro in corso fatto dal Comune e da tutta la Città metropolitana per la promozione dei luoghi altri da quelli della tipica immagine di Firenze nel mondo (ovvero i grandiosi monumenti del nostro centro storico e gli straordinari musei); su questo c’è un lavoro in corso, l’obiettivo è quello di far scoprire e valorizzare tutte le varie gemme che sono presenti nel nostro territorio e ovviamente anche nel Quartiere 4».

Il Panorama da via di San Vito, sulle colline di Bellosguardo: campagna a due passi dal centro.
Il Panorama da via di San Vito, sulle colline di Bellosguardo: campagna a due passi dal centro.

Il Quartiere 4 ha una grande tradizione sportiva, anche per gli sport minori. Dal Comune è stato fatto molto per promuoverli…

«Per me non esistono sport minori, ogni sport deve avere spazi adeguati per essere praticato Quando ero assessore allo sport ho portato una serie di interventi attesi da moltissimi anni, sia rispetto all’impiantistica sportiva tradizionale, sia rispetto a quella diffusa. Penso per esempio al rifacimento dell’impianto di Ugnano; al rifacimento della pista di atletica e le migliorie d’illuminazione della palestra al Fialrete; al ping pong della Barsanti; al manto erboso del campo dell’Isolotto che è adesso in corso; al rifacimento del pallone della Ghiberti e della Pirandello e al finanziamento degli spogliatoi, sempre della Pirandello; al rifacimento campo dei calcianti Parte rossa; al campo di football americano dei Guelfi; alla partenza dei lavori del PalaWanny; allo skate park del Cavallaccio; al campo di rugby del Marco Polo; allo streetbasket di Ugnano; ai percorsi vita nel quartiere. Il Quartere 4 ha una grande offerta sportiva: dal pugilato agli arcieri, dalla ginnastica ritmica al rugby, dal golf alla pallavolo..».

palafilarete (4)

Ci sono poi le bocciofile che sono un punto di aggregazione importante per gli anziani, contro la solitudine, oltre a garantire un’attività sportiva leggera nella terza età…

«Quello delle bocce è certo un discorso molto sensibile per la socialità delle persone più anziane, ma non soltanto; ci sono anche tesserati giovani, che praticano per vera passione e il Quartiere 4 è molto ricco di pallai. C’è l’impianto di via Neri di Bicci a Ponte a Greve, quello di via Massa all’Argingrosso; abbiamo fatto un investimento senza precedenti sull’Affrico, a Campo di Marte, con un bocciodromo totalmente rinnovato, due anni fa».

Il pallaio di via Massa
Il pallaio di via Massa

Cosa si può fare a livello regionale per continuare a promuovere lo sport sul quartiere?

«Lo sport è una cosa seria. È necessario essere a fianco delle società e investire sull’impiantistica sportiva e sui professionisti che nello sport lavorano. Lo sport è e sarà una scuola di vita decisiva per la formazione dei giovani e al contempo ha un grande valore di prevenzione per tutte le problematiche di salute. È perciò doveroso da parte della Regione investire su questo settore trovando sinergie con il mondo della sanità».

 

La nostra attività è possibile anche grazie al sostegno di queste attività di quartiere
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